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Salvini avanti tutta, Miccichè tra confusione e amnesia

La politica siciliana sembra influenzata dal clima che in questi giorni si registra nell’isola. Per spiegarci meglio, da giornate soleggiate che ritraggono barche a vela scorrere nei mari siciliani, improvvisamente bisogna fare i conti con forti piogge e tempo instabile.

Il Partito Democratico ha chiamato a raccolta gli iscritti per eleggere il proprio segretario nazionale; Renzi, in questa fase, ha fatto la parte del leone anche in Sicilia, ma adesso la parola passerà al popolo dei gazebo che esprimerà la propria preferenza il 30 Aprile.

Il centrodestra non ricorrerà alle primarie per la scelta del candidato alla Presidenza della Regione, e sembra anche saltato l’accordo tra Diventerà bellissima, Mns e Noi con Salvini. La vera novità riguarda l’organizzazione di Matteo Salvini: voci ben informate sostengono che il movimento rimarrà in attesa del congresso di fine maggio che coinvolgerà tutti i partiti e movimenti che hanno avuto origine dalla Lega Nord; in sintesi il congresso servirà a creare un denominatore comune tra le varie anime leghiste e rilanciare la leadership di Matteo Salvini (Luca Zaia permettendo).

Il movimento che nascerà dal congresso potrebbe chiamarsi Lega Italica o più probabilmente Lega dei Popoli, con la chiara intenzione di accreditarsi definitivamente quale forza nazionale. Una volta celebrato il congresso non vi è dubbio che priorità verrà data alla Sicilia, le regionali di ottobre premono, e non si esclude che i “salviniani” potrebbero correre per Palazzo d’Orlèans con un loro candidato senza nessuna alleanza. Ne sapremo di più il prossimo 20 Aprile, quando Salvini terrà un comizio nella piazza principale di Aci Castello, città amministrata dall’apprezzato Sindaco Filippo Drago.

In casa Forza Italia la confusione ormai regna sovrana, almeno dalle dichiarazioni di Gianfranco Miccichè sembra proprio così. Il leader siciliano degli azzurri fa i nomi di Stefania Prestigiacono e di Renato Schifani per la Presidenza della Regione. Ma la confusione e il disagio si evidenziano quando, sempre Miccichè sostiene di non volere alleanze larghe, ma subito dopo fa sapere che il centrodestra per vincere deve andare oltre i suoi confini.

Altra contraddizione, sempre di Miccichè, emerge quando sostiene che Roberto Lagalla “è un candidato che non va bene”; anche qui, libero di esprimere le proprie opinioni se non fosse che lo stesso leader degli azzurri siciliani, poco tempo fa aveva dichiarato a mezzo stampa che Roberto Lagalla sarebbe stato un ottimo candidato. Miccichè continua con esternazioni sull’ex Rettore di Palermo che sembrano frutto di chi ignora quasi la sua conoscenza, dicendo: ”Che io sappia (Lagalla,ndr) è un professore universitario” e che “bisogna smetterla con persone che non hanno esperienza politica”.

Già sembra assurdo che chi come Miccichè ha avuto incarichi di Governo non sappia che per diventare Rettore di una Università italiana bisogna essere Professori Ordinari, ma Miccichè non ricorda-o fa finta di non ricordarlo- che quando lui era il Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Roberto Lagalla era Assessore alla Sanità, e lo stesso Miccichè ha più volte elogiato il lavoro ed il piano di rientro fatto da Lagalla in soli due anni.

Ma non finisce qui! Miccichè si spinge verso l’inverosimile e fa un paragone assurdo con Raggi e Appendino! Paragone assurdo poiché le due sindac(he) non possono dimostrare esperienze virtuose nella gestione della cosa pubblica-per entrambe è la prima esperienza amministrativa- ed il loro mandato nasce dall’antipolitica cavalcante.

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