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Mi fido di te, abbracciami

Catania – Dareste mai un abbraccio ad uno sconosciuto? Lo fareste con una benda sugli occhi, senza sapere chi vi si sta avvicinando?  Eppure qualcuno ha aperto le sue barriere difensive, dei ragazzi che ad occhi chiusi allargano le braccia per permettere alla gente di stringerli, sfiorarli, ritrovare un contatto fisico.

Non è la prima volta che nelle piazze italiane e non solo si offrono abbracci gratis. Da Milano ad Instambul passando per Berlino, per combattere anche la discriminazione. “Sono un rifugiato, ti fidi di me?”, “Sono un musulmano, non un terrorista. Abbracciami”

In piazza Università, a Catania, tre giovani chiudono gli occhi e aspettano: “Io mi fido di te, tu ti fidi di me? Abbracciami”. E’ il cartello che esorta tutti a fidarsi l’uno dell’altro. Lo scopo è quello di ritrovare una connessione umana ormai perduta, filtrata dai social network e dalla tecnologia.

Un contatto visivo, una stretta di mano, un minuto di silenzio per ritrovare noi stessi e gli altri, considerati troppo estranei per avvicinarli, come spiegano i ragazzi del gruppo The Liberators of Catania, che ha organizzato la manifestazione. Bastano un tappetino, dei cuscini e soprattutto la volontà di capire chi è l’altro, magari in silenzio. Non è necessario parlare se guardi l’altro negli occhi.

 

 

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Redazione

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