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Messina-Catania 2-0. Ectoplasmi rossazzurri

MESSINA-CATANIA 2-0

MARCATORI: 26′ Madonia, 79′ Madonia

MESSINA (4-3-3) Berardi; Mileto, Maccarone, Bruno, De Vito (dal 81′ Grifoni); Capua, Musacci, Mancini (dal 66′ Akrapovic); Milinkovic, Pozzebon (dal 76′ Rea), Madonia. A disp. Russo, Marseglia, Ricazzi, Foresta, Rafati, Gaetano, Ferri, Fusca. All. Lucarelli.

CATANIA (4-3-3): Pisseri; De Rossi, Nava, De Santis, Djordjevic; Fornito (dal 82′ Piermarteri), Scoppa, Silva (dal 66′ Barisic); Russotto, Calil, Piscitella (dal 56′ Anastasi). A disp. Martinez, Mbodj, Longo, Parisi, Biagianti, Bucolo, Di Grazia, Sessa, Paolucci, Graziano, Khalifa. All. Rigoli.

ARBITRO: Volpi della sezione di Arezzo

AMMONITI: Maccarrone, Scoppa, De Santis.

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Il Catania dice addio alla Coppa Italia a seguito della sconfitta per 2-0 rimediata nel derby contro il Messina.

Decisiva la doppietta di Madonia abile a sfruttare due errori clamorosi della difesa etna.

Rigoli vara il Catania 2, con moltissimi calciatori all’esordio dal primo minuto per i quali il match di quest’oggi doveva rappresentare un’occasione unica per mettersi in mostra.

Per quanto visto nel corso dei 90 minuti occasione non sfruttata dalle seconde linee che non si sono dimostrate all’altezza dei titolari smentendo la teoria dei 25 calciatori di pari livello.

L’aver perso, schierando contro un buon Messina le seconde linee, è una magrissima consolazione per mister Rigoli soprattutto se si leggono i nomi dei calciatori rossazzurri schierati nel reparto avanzato, Calil e Russotto, per i quali quello di oggi più che un semplice match di Coppa Italia rappresentava una delle ultime chiamate per dimostrare la loro volontà di rimanere in rossazzurro. Chiamata caduta nel vuoto, partita svogliata e abulica per entrambi e non è una novità.

A centrocampo Silva e Scoppa, lenti e impacciati non hanno garantito filtro e geometrie, sovrastati dai vari Milinkovic e Musacci padroni della metà campo. E pensare che i due avevano iniziato il campionato nell’11 titolare.

Reparto arretrato in costante difficoltà che ha spianato la strada al successo peloritano, decisivi gli errori di De Rossi e Nava nei due gol realizzati da Madonia.

Delusione tra i circa cento tifosi accorsi allo stadio Franco Scoglio nell’assistere a una prestazione priva di nervo, incolore, prestazione che non c’è stata ne con la testa ne con il cuore in un derby che tutto è tranne una partita come tutte le altre.

Non fa più notizia l’assenza di gioco e di identità di questa squadra lontano dallo stadio Massimino, le due vittorie consecutive contro Lecce e Paganese avevano forse tratto in inganno molti osservatori.

Soltanto due i tiri scagliati nello specchio della porta giallorossa nell’arco di tutto l’incontro con Russotto nella prima frazione e Anastasi nella ripresa.

 

Gli uomini del tecnico Lucarelli affronteranno nel turno successivo la vincente del match tra Taranto e Cosenza.

I rossazzurri tornano a casa a testa bassa e domenica allo Zaccheria di Foggia ci vorrà tutt’altra voglia e prestazione per cercare di uscirne indenni portando a casa punti.

 

 

 

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