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Messina attacca il capo di gabinetto: “False le sue dichiarazioni”

«Rimango basito dalle dichiarazioni false del capo di gabinetto Avv. Spampinato. E ancora più basito nel rendermi conto che è stato assunta una persona e pagata dai cittadini che non ha conoscenza nella materia di accesso agli atti». Continua lo scontro tra Manlio Messina e il capo di Gabinetto Giuseppe Spampinato, accusato dal consigliere di opposizione di non avergli fornito la documentazione richiesta. Diniego che ha portato il consigliere a chiamare al comune di Catania la Digos.

«Il 27, 28 e 29 settembre circa  –  racconta Messina – chiedevo al Capo di Gabinetto del Sindaco Enzo Bianco, l’avv. Giuseppe Spampinato, di prendere visione della nota del Collegio dei Revisori dei Conti dell’Azienda Municipale Trasporti Catania in Liquidazione del 17 settembre 2016 ma tale richiesta veniva puntualmente negata; durante la seduta di Consiglio Comunale del 29 settembre, mi sono rivolto alla Presidenza del Consiglio che, nella persona del suo Direttore, l’avv. Rosario Russo, ha rinnovato la mia richiesta di accesso agli atti intercedendo per mio conto verso il Capo di Gabinetto con prot. n. 346994 del 4 ottobre 2016.

Il 5 ottobre – continua – con protocollo n. 347786, il Capo di Gabinetto trasmetteva la documentazione richiesta alla Presidenza del Consiglio del Comune di Catania. Il giorno successivo,il Direttore della Presidenza del Consiglio del Comune di Catania, l’avv. Rosario Russo, mi informava di avere ricevuto la documentazione richiesta negandomi tuttavia l’accesso. Per una settimana il capo di gabinetto e dopo il direttore avv. Russo reiterava tale comportamento. E non capiamo tra l’altro a che titolo il direttore prima chiede di inviare gli atti al sottoscritto e dopo lui stesso nega. Ci chiediamo chi avrà disposto tale ordine allo stesso Avvocato Russo che non ha alcun titolo per vietare al sottoscritto una nota inviata da altra direzione».

Il diritto di accesso e il diritto di informazione dei consiglieri comunali nei confronti della pubblica amministrazione trovano la loro disciplina specifica nell’art. 43 del D.lgs n.267/2000 il quale riconosce il diritto di ottenere tutte le notizie e le informazioni in loro possesso, utili all’espletamento del loro mandato e all’interno stesso dello Statuto del Consiglio Comunale si ribadisce che “ogni consigliere ha diritto di ottenere dagli uffici del Comune e dalle aziende ed enti dipendenti dallo stesso tutte le notizie ed informazioni utili all’espletamento del loro mandato. Ha diritto di ricevere dai funzionari tutta la collaborazione necessaria a consentirgli l’esercizio della propria funzione rispettiva sugli atti deliberativi dell’amministrazione senza che sia necessaria alcuna preventiva autorizzazione e sempre che non venga intralciato il normale iter gestionale della pratica”.

«Oltre ad essere sconcertati per le bugie raccontate e per il diniego di accesso agli atti, abbiamo già provveduto ad informare le autorità competenti per la sussistenza, a nostro avviso, di gravi reati quali l’abuso d’ufficio e l’omissione d’atti d’ufficio»

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Redazione

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