fbpx
Cultura

Meraviglia a Marsala, scoperta necropoli punica intatta

Vengono alla luce tombe puniche e forse anche romane, ancora intatte, in via De Gasperi, a Marsala. La zona era interessata da scavi per il rifacimento della rete fognaria. Oggi la magnifica sorpresa.

Due grandi camere ipogee ancora intatte ricche di corredi funerari e resti di corpo inumati, circa 50 le tombe collocate ad una minore profondità. Queste le scoperte degli addetti ai lavori fognari. Dalle prima analisi, sembra che risalgano a una necropoli punica; la Sicilia occidentale, infatti, fu in mano cartaginese per molti secoli.

Primo ipogeo: 5 corpi inumati, 3 adulti e 2 bambini

Il primo ipogeo, databile intorno alla metà del IV secolo a.C., presenta due camere funerarie in cui sono stati rinvenuti i resti di cinque corpi inumati, tre adulti e due bambini, con il relativo corredo funerario costituito da alcuni vasi e piccoli oggetti in metallo.

Secondo ipogeo: forse utilizzo anche in epoca cristiana

Il secondo ipogeo, invece, ha una struttura su più livelli in cui si possono riconoscere diverse fasi architettoniche e di utilizzo, che sembrano coprire un arco temporale di almeno sette secoli. Questo ipogeo presenta una serie di sepolture ricavate lungo le pareti: in particolare sono state rinvenute sei tombe a cassettone, otto loculi e otto nicchie quadrangolari.

Due delle tombe hanno conservato al loro interno resti di inumati, mentre le tombe a fossa rettangolare sono state scavate direttamente sul pavimento della camera funeraria. Il rinvenimento di materiale ceramico e di lucerne figurate e con bolli, oltre che di diversi inumati, lascia pensare ad un utilizzo dal II al IV/V secolo d.C. con una prima fase di culto giudaico e una seconda cristiana. Nella parte più superficiale sono state, inoltre, ritrovate circa 50 tombe a pozzo e a fossa rettangolare riferibili alla necropoli punica del IV-III secolo a.C.

“Patrimonio nascosto nel sottosuolo”

“Quella di Marsala è una scoperta dall’altissimo valore archeologico-sottolinea l’assessore dei Beni culturali Aberto Samonà- e ci regala l’occasione per ribadire quanto vasto e meraviglioso sia il patrimonio nascosto nel sottosuolo”.

Gli fanno eco Mimma Fontana, soprintendente di Trapani e Giuseppina Mammina, archeologa: “Questi eccezionali ritrovami- affermano- ci consegnano una parte inviolata dell’antica necropoli. Le due camere ipogee aggiungono materiale prezioso che sarà oggetto di approfondimenti e analisi e grazie al quale saremo in grado di conoscere meglio il tessuto storico della città di Marsala”.

G.G.

Mostra di più

Redazione

Quotidiano on-line siciliano

Potrebbe interessarti anche

Back to top button