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Meglio esporre i tesori del castello Ursino piuttosto che i reperti egizi?

E con una serie di domande provocatorie l’esponente della cultura catanese Antonio Di Grado lancia sui social l’ennesima querelle a proposito del museo egizio «Mi chiedo se i nostri amministratori, che hanno lodevolmente accettato di ospitare (in prestito, va detto: dunque temporaneamente) i reperti del museo egizio torinese, li abbiano pure visionati constatandone l’importanza, e magari avvalendosi della valutazione di esperti.»

Il cattedrato catanese non si accontenta di fare questa osservazione ma fa pure una constatazione sulle spese «E mi chiedo ancora quanto costeranno il restauro e l’esposizione, e se a tal fine verranno impiegate competenze locali (soprattutto di giovani studiosi qualificati) o “straniere»

«Mi chiedo infine se quelle somme – chiosa Antonio Di Grado – quelle competenze e quegli spazi espositivi non potessero essere impiegate per accogliere gli enormi tesori archeologici e artistici ancora stivati nei depositi del Castello Ursino e della Soprintendenza, sicuramente più preziosi per la nostra memoria storica e la nostra identità culturale. Ricordo ancora quanto mi diceva, più di vent’anni fa, il compianto prof. Agnello: “Catania, con tutto quello che possiede, potrebbe avere un museo archeologico ben più grande del Paolo Orsi di Siracusa”.»

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Redazione

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