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Cronache

Medicina, niente abolizione del Test. Per il 2019 Solo più posti disponibili

Il tanto odiato test di Medicina non verrà abolito ma aumenteranno i posti disponibili, almeno per il 2019. Il Ministero ha dichiarato che il numero chiuso sarà abolito pian piano, incrementando il numero di candidati che vi potranno accadere.

La notizia di una possibile abolizione del Test d’accesso era stata comunicata lunedì sera, dopo la mezzanotte. Ma il messaggio percepito dai mass media era stato un altro. Infatti, sul sito del Governo la dicitura recitava: «Si abolisce il numero chiuso nelle Facoltà di Medicina, permettendo così a tutti di poter accedere agli studi».

“Sarà un percorso graduale”

E in effetti il testo sembrava chiaro, il messaggio pure. Fatto sta, che dopo le milioni di polemiche insorte dal popolo, il Consiglio dei Ministri si è visto costretto a chiarire meglio la situazione.

«In merito al superamento del numero chiuso per l’accesso alla facoltà di Medicina, la presidenza del Consiglio precisa che si tratta di un obiettivo politico di medio periodo per il quale si avvierà un confronto tecnico con i ministeri competenti e la Conferenza dei Rettori delle università italiane. Il quale potrà prevedere un percorso graduale di aumento dei posti disponibili, fino al superamento del numero chiuso», precisa il Consiglio dei Ministri.

Dunque si tratterà di un aumento dei corsisti, e non di un vero e proprio “numero aperto” né tantomeno dell’abolizione del test.

Il sostegno dell’Ugl

A sostenere la causa anche la segretaria confederale Ugl con delega alle Politiche della salute, Daniela Ballico, e il segretario nazionale Ugl Università, Raffaele Lanteri.

«Apprendiamo favorevolmente la notizia che, nel corso della riunione di ieri, il Consiglio dei Ministri abbia assunto l’impegno di abolire il numero chiuso per l’accesso alla Scuola di Medicina. Auspichiamo che l’iter annunciato stamane dai ministri competenti sia volto in tale direzione -dichiarano Ballico e Lanteri-. Certamente il percorso di razionalizzazione prenderà del tempo. Sarà necessaria la valutazione delle risorse disponibili ed un confronto con la CRUI, ma riteniamo che questo sia un segnale che va nella giusta direzione. Siamo certi che il governo si impegnerà in una battaglia di giustizia e apertura alla formazione di nuovi medici dei quali il nostro Paese ha più che mai bisogno. Ma per centrare davvero il risultato occorre uno sforzo in più».

«La nostra battaglia a difesa di un diritto adesso appare essere stata ascoltata con la probabile eliminazione di un modello anacronistico o, meglio, dannoso. Il numero programmato nacque in uno specifico momento storico per evitare che pletore di camici bianchi andassero incontro a una probabile disoccupazione o sottooccupazione. Nel frattempo il numero programmato è diventato un numero chiuso di fatto. Il quale prodotto la paradossale situazione attuale in cui a fronte dei tanti posti che si verranno a liberare non c’è nessuno che potrà occuparli».

«Bene quindi, – concludono – l’immediata abolizione del numero chiuso o comunque, un immediato incremento degli accessi a Medicina. Solo una reale programmazione consentirà alla Salute pubblica e privata di poter contare su professionisti formati a disposizione dei nostri cittadini. Così i nostri giovani potranno lavorare in Italia invece di essere costretti ad emigrare per acquisire un titolo o, peggio ancora, evitando di importare laureati dall’estero».

EG.

 

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Redazione

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