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Mazara, mister Napoli: “Rispettiamo l’Acireale, ma ci giocheremo le nostre carte…”

Ad allenare il Mazara che domani pomeriggio sfiderà l’Acireale nella finale di Coppa Italia, c’è una vecchia conoscenza del calcio acese. Stiamo parlando di Tommaso Napoli, attuale tecnico dei canarini che da calciatore ha giocato per due stagioni con l’Acireale: in serie B nella stagione 1994/1995 ed in C-1 nell’annata successiva.

Nato a Palermo il 13 novembre 1967, Tommaso Napoli è stato un difensore centrale che oltre ad Acireale ha giocato in diverse piazze del calcio italiano come Licata, Catania, Cosenza, Foggia, Carrarese, Gela, Fano, Marsala e Nocerina, solo per citarne alcune. Appese le scarpette al chiodo, prima di accasarsi al Mazara, Napoli come allenatore ha lavorato in diverse realtà calcistiche come Castrovillari, Licata, Cosenza, Taranto e Martina.

Raggiunto telefonicamente dai nostri microfoni, mister Napoli ha parlato della finale di domani ed anche dei suoi trascorsi con la maglia granata dell’Acireale…

Mister Napoli, prima di tutto le chiedo con quale spirito affronterete domani la partita contro l’Acireale…

<<Sicuramente la finale di domani contro l’Acireale sarà un appuntamento importante per entrambe le squadre. Noi veniamo da quattro sconfitte consecutive in campionato, ma abbiamo grande voglia di riscatto e la finale di domani contro l’Acireale potrebbe essere l’occasione ideale per rilanciarci>>.

Come vede la finale di domani?

<<Prima di tutto mi auguro che sia un bell’evento sportivo. Questa partita andava giocata oggi, ma da parte mia e della mia società non c’è stato nessun problema a dare l’ok ed ad accettare la richiesta e l’esigenza dell’Acireale, la quale a causa della coincidenza della festa patronale che c’è oggi nella propria città, ha chiesto di spostare la gara di un giorno. Penso che sia giusto che i tifosi acesi, come i mazaresi, possano seguire la propria squadra e possano partecipare a questo importante evento sportivo che merita un’ottima cornice di pubblico. Avendo giocato ad Acireale, so benissimo che oggi è un giorno festivo in quella città, con gli acesi che celebrano il proprio protettore San Sebastiano. Poi si sa che nella normale competizione sportiva c’è chi vince e chi perde, ma come sempre accetteremo con serenità il verdetto del campo perchè fa parte del gioco. Penso che si tratti di una partita di calcio, non certo di una guerra e di conseguenza bisogna affrontare le gare con un certo spirito di sportività, un elemento che al giorno d’oggi purtroppo in molti hanno smarrito. Spero che la squadra vincitrice di questa finale sia quella che dimostri di meritarlo sul campo. Insomma, che vinca il migliore!>>.

Come da lei accennato, venite da quattro sconfitte consecutive in campionato. A suo modo di vedere cosa non ha funzionato nell’ultimo periodo?

<<Credo che sia inutile parlarne in questa sede, anche perchè la nostra attenzione è concentrata sulla finale contro l’Acireale. Penso comunque che quando si perde le responsabilità siano di tutti; sicuramente in queste queste partite in cui siamo usciti sconfitti avrò anche io fatto qualche errore poichè sono l’allenatore della squadra ed quindi il responsabile di quello che succede in campo, ma questo fa parte del gioco. Posso dire che abbiamo perso diverse partite in questo periodo, però le squadre avversarie che ci hanno battuto, non ci hanno mai dominato sul piano del gioco e delle prestazioni. Sfortuna? Non credo che si sia trattata di sfortuna, anche perchè sono dell’idea che una squadra sia sempre artefice del proprio destino, ma penso che in certe occasioni potevamo essere più concreti. Sicuramente non abbiamo tempo di piangerci addosso visto che domani avremo una finale da affrontare>>.

Che idea ha dell’Acireale di Ezio Raciti?

<<Sarà una partita difficile perchè andremo ad affrontare una squadra importante, la quale è stata costruita per puntare al salto di categoria in serie D; a tal proposito credo che loro abbiano meritato di qualificarsi per questa finale. Dell’Acireale conosco diversi calciatori che sono un lusso per la categoria; mi riferisco in particolare a gente come Millesi, Caputa, Arena, Contino, Godino ed altri giocatori in grado di fare la differenza. Come noi, anche l’Acireale domenica ha perso, ma credo che nonostante abbiano perso uno scontro diretto, ancora possano giocarsi il primo posto. Personalmente ho grande rispetto per l’Acireale; ho fatto per vent’anni il calciatore, adesso sono un allenatore e per esperienza dico che nel calcio non c’è mai nulla di scontato. Sicuramente noi non sottovalutiamo l’Acireale perchè sarebbe un grande errore, ma ci giocheremo la nostra partita perchè rispettiamo i nostri avversari, ma non li temiamo>>.

A suo modo di vedere quali potrebbero essere le chiavi tattiche della partita?

<<Sarà una gara secca in cui può succedere di tutto; in questa finale, come del resto nel calcio in generale, le partite vengono risolte da episodi che sicuramente vanno al di là degli aspetti tecnico-tattici. Da parte nostra, sappiamo la forza ed il valore dell’Acireale; a tal proposito stiamo preparando al meglio questa partita con la speranza che i miei calciatori possano interpretare bene la gara per come la stiamo preparando. Sappiamo solo che dobbiamo dare il massimo per rispetto nei confronti dei nostri tifosi, ma anche per rispetto nei confronti dei colori che indossiamo>>.

Quali saranno le sue sensazioni ad affrontare l’Acireale? Lei per due stagioni ha indossato la maglia granata….

<<Non nascondo che da parte mia ci sarà un pizzico di emozione a rivedere i colori sociali granata che ho indossato da calciatore e magari per qualche attimo ripercorrerò in mente i miei trascorsi con l’Acireale, ma questa sensazione passerà dopo che l’arbitro darà il via alla partita. Poi non è la prima volta che affronto da avversario l’Acireale; ricordo ad esempio che quando allenavo il Cosenza in serie D affrontai l’Acireale di Gardano e dopo la partita ebbi modo di complimentarmi con loro perchè facevano un bel calcio, un dettaglio molto raro in questi tempi; a tal proposito, da uomo di sport, credo che sia sempre giusto congratularsi con gli avversari quando giocano bene>>.

Ad Acireale lei ha giocato per due anni. Che ricordo conserva di quelle stagioni?

<<Ho un ricordo molto positivo di Acireale perchè è una bella città in cui torno sempre volentieri. Ad Acireale ho tanti amici e mi sono trovato molto bene. Credo che per una realtà come Acireale l’Eccellenza sia troppo stretta, ma se loro si trovano in questa categoria vorrà dire che negli ultimi anni saranno stati commessi degli errori. Arrivai ad Acireale nell’estate del 1994, provenivo dal Cosenza ed i granata giocavano in serie B con Fausto Silipo come allenatore; fu una stagione molto sfortunata e sicuramente noi come squadra facemmo degli errori dato che retrocedemmo in C-1. A distanza di vent’anni dico che quella squadra avrebbe potuto salvarsi tranquillamente perchè in organico avevamo dei calciatori importanti, degli elementi di sicuro migliori del sottoscritto; penso a gente come Sorbello, Lucidi, Vasari, Pistella, Bonanno, Amato e tanti altri. Stagione successiva? Nell’estate successiva, insieme ad alcuni compagni come Vaccaro, Cataldi, Bonanno e Caramel, decidemmo di restare ad Acireale poichè dopo la retrocessione della stagione precedente in un certo senso ci sentivamo in debito. A differenza di molti altri che decisero di cambiare squadra, noi restammo ad Acireale anche facendo qualche sacrificio economico dato che la società granata non era in condizioni ottimali. Nella stagione 1995/1996 in C-1 partimmo in ritardo e facemmo il ritiro precampionato a Nicolosi con inizio il 5 agosto. Con Saro Foti in panchina riuscimmo ugualmente a disputare un campionato di ottimo livello, conquistando una salvezza molto tranquilla>>.

(Si ringrazia per la disponibilità l’Ufficio stampa del Mazara Calcio).

Fonte foto: Gianfranco Campisi.

 

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