fbpx
CronachePrimo Piano

Maxi sequestro dal valore di 270 mila euro per affiliato di Cosa Nostra

Sequestro dal valore di 270 mila euro nei confronti di un affiliato a Cosa Nostra, Giovanni Pappalardo e dei suoi familiari, tutti residenti a Palagonia.

In particolare, le indagini hanno consentito di evidenziare da un lato, la pericolosità sociale del predetto Pappalardo. Quest’ultimo, condannato, tra l’altro, per associazione a delinquere di tipo mafioso e molteplici “reati fine”e nonché, con sentenza definitiva, per gravissimi reati quali rapina e omicidio. Dall’altro, la sproporzione tra il profilo reddituale del nucleo familiare del citato Pappalardo, il complesso patrimoniale. Tutti i beni come una villa e le disponibilità finanziarie, erano riconducibile al proposto anche se formalmente intestato ai suoi familiari.

Pappalardo e i summit di “Cosa Nostra”

Nel dettaglio, le indagini svolte dalla Guardia di finanza di Catania hanno posto in luce, in primo luogo, la pericolosità sociale del citato Pappalardo. In aggiunta alla condanna definitiva per rapina e omicidio, di rilievo è risultata l’appartenenza dell’uomo all’associazione a delinquere di tipo mafioso “cosa nostra” e, in particolare, alla “famiglia” di Caltagirone.

Il GIP di Catania ha condannato Giovanni Pappalardo a 13 anni e 6 mesi di reclusione. È emersa, in primo luogo, la partecipazione dello stesso  ad almeno quattro summit mafiosi. Le “riunioni” avvenivano tra esponenti di punta delle famiglie catanesi e calatine di “cosa nostra”, ossia clan Santapaola, Ercolano e Floridia per il clan Nardo di Lentini. Nel corso degli incontri si discuteva la nomina del “rappresentante provinciale” dell’associazione criminale e la ripartizione dei proventi delle estorsioni. Si registrano, infatti, 7 episodi di estorsione nei confronti di imprenditori catanesi, operanti nel settore delle costruzioni, del movimento terra e delle onoranze funebri.

Lo stesso Giovanni Pappalardo è risultato, inoltre, coinvolto in altri procedimenti penali presso il Tribunale di Catania. Nl più complesso dei quali, rinviato a giudizio per aver promosso e partecipato a un’associazione a delinquere finalizzata al traffico di diverse tipologie di sostanze stupefacenti. Organizzazione criminale, finalizzata ad agevolare, con tale illecito traffico, il clan mafioso Santapaola-Ercolano.

Reddito pari a zero, ma con la villa

Le investigazioni condotte dalla Guardia di Finanza  si sono poi concentrate sul profilo economico- finanziario del proposto e, soprattutto, del suo nucleo familiare moglie e figlie. Giovanni Pappalardo infatti non risulta direttamente intestatario di beni immobili.

Le indagini, estese pertanto ai restanti componenti della famiglia, hanno posto in evidenza una significativa sproporzione tra reddito dichiarato e patrimonio posseduto dai familiari di Pappalardo. Infatti, per ciascuno degli anni nel periodo dal 2002 al 2018, a fronte di dichiarazioni di redditi minimali -e, in un anno, anche pari a zero- si sono registrate diverse acquisizioni immobiliari. Azioni che hanno determinato una importante sperequazione reddituale/patrimoniale, nell’ordine anche di oltre 100 mila euro all’anno.

Sottoposti a sequestro, finalizzato alla confisca, terreni, disponibilità finanziarie e una villa di 160 mq. I beni, tutti formalmente intestati ai familiari di Pappalardo, hanno un valore complessivo di circa 270 mila euro.

E.G.

Tags
Mostra di più

Redazione

Quotidiano on-line siciliano

Potrebbe interessarti anche

Back to top button
Close

Adblock Detected

Please consider supporting us by disabling your ad blocker