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Combinava matrimoni di favore tra extracomunitari e italiani: in manette colombiana

Una donna di origine colombiana combinava falsi matrimoni, dietro lauto compenso, per permettere ad extracomunitari di ottenere la cittadinanza italiana. 

Così, come disposto dal GIP del Tribunale di Catania, i finanzieri hanno eseguito una misura cautelare personale dell’obbligo di dimora, nei confronti di Sandra Patricia Manyoma, detta “Jessica”. Quest’ultima, unitamente ad altri 8 co-indagati, ha concepito e realizzato matrimoni “di comodo”. Le unioni erano finalizzate a consentire, a cittadini extracomunitari irregolari sul territorio dello Stato, l’ottenimento di titoli di soggiorno. E, successivamente, anche della cittadinanza italiana.

L’indagine, iniziata nel 2018, ha permesso di portare alla luce il sistema frodatorio tramite cui, a fronte del pagamento di una somma di denaro da parte dello straniero irregolare, la donna organizzava in suo favore un matrimonio con una donna residente in Italia. La cerimonia sembrava del tutto vero con tanto di testimoni “a pagamento”, spese di bellezza per la finta sposa unitamente all’allestimento di un rinfresco.

Le unioni erano prive di qualsiasi vincolo affettivo tra le parti, le quali non si conoscevano. Addirittura per gli sposi clandestini si chiedeva l’intervento di un interprete durante il rito civile, poiché gli stessi non conoscevano la lingua italiana. La convivenza nella stessa abitazione veniva poi portata avanti per il tempo strettamente necessario al superamento dei controlli o addirittura non avveniva. Per tutti gli “attori”, inoltre, era prevista l’elargizione di un corrispettivo per l’opera prestata.

In questo sistema, l’indagata, colpita da provvedimento cautelare, rivestiva una funzione chiave, quale “intermediaria”.  La colombiana procacciava gli stranieri interessati a realizzare la frode. Ma si occupava anche di ogni aspetto logistico connesso alla celebrazione degli eventi.

Al termine delle attività investigative, contestati agli indagati, in relazione al ruolo da ciascuno sostenuto, i reati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, di falsità ideologica in atto pubblico (relativamente all’atto del matrimonio in quanto contratto ab origine con “riserva mentale”) e di ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato per gli stranieri clandestini.

E.G.

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Redazione

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