Cronache

Massoneria e politica. Codacons incalza

Massoneria e politica è un binomio che tenta di essere sventato.

Per massoneria si intende un’associazione segreta caratterizzata da un contenuto etico d’ispirazione illuministica. E se c’è un collegamento tra questa e la politica, il Codacons è pronto a scoprirlo.

Codacons si interroga sulla necessità di prevedere l’estensione dell’ambito di applicazione della normativa anche in capo di rappresentanti degli enti pubblici, società partecipate e Camere di Commercio. Ad affermarlo l’avv. Elisa Di Mattea Vice Direttore Ufficio Legale Regionale Codacons.

Questo è quanto accaduto alla luce della legge regionale siciliana del 12 ottobre 2018 n.18.

La legge in questione ha come oggetto l’obbligo dichiarativo dei deputati dell’Assemblea regionale siciliana, dei componenti della Giunta regionale e degli amministraziori locali in tema di affiliazione a logge massoniche o similari, promulgata dalla Regione Sicilia e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Regione Sicilia al n.45 del 19/10/18.

La legge regionale di cui segue prevede appunto che i rappresentanti di enti locali depositino una dichiarazione. Quest’ultima anche negativa sull’eventuale appartenenza ad associazioni massoniche o similari che creino vincoli gerarchici, solidaristici o di obbedienza.

Oltre che per gli enti pubblici, è prevista per i deputati dell’Assemblea della regione siciliana, il Presidente della Regione, i componenti della Giunta Regionale. E ancora per gli assessori e consiglieri comunali e circoscrizionali. La dichiarazione di mancato legame con la massoneria dovrà essere depositata presso l’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea regionale siciliana e l’Ufficio di Gabinetto del sindaco.

“Sicché, stante l’importante ratio che sorregge il testo di legge suindicato, – dichiara Di Mattea –  il cui scopo va ravvisato nell’esigenza di trasparenza e informazione in capo ai cittadini in ordine ad eventuali legami di sovra e sotto ordinazione che avvincono gli organi che li rappresentano, Codacons afferma la necessità di estendere l’ambito soggettivo di applicazione della disposizione anche agli amministratori degli enti pubblici, società partecipate e delle Camere di Commercio, dato il ruolo che rivestono sul territorio in ordine alla promozione dell’economica e alla tutela di interessi collettivi”.

“Nei prossimi giorni,  – conclude – pertanto, i vertici del Codacons  incontreranno diversi parlamentari regionali per proporre una integrazione della legge in commento, così da garantire un rapporto più trasparente e collaborativo con i cittadini”.

E.F.

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Redazione

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