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Marco Montemarano e la sua sempre attuale Ricchezza

L'apolide romano, nel 2013 vinse la 1° edizione del Premio Nazionale di Letteratura Neri Pozza Editore: una riflessione sempre attuale

Marco Montemarano è un giornalista, musicista, compositore, docente universitario e scrittore. Balzò alle cronache culturali, in senso ampio, nel 2013, aggiudicandosi la prima edizione del “Premio nazionale di Letteratura Neri Pozza”, con il romanzo “La Ricchezza“.

Nativo di Roma, ha vissuto a Milano, sino ad espatriare in Germania, dove tutt’oggi vive.

È grazie la presenza di un suo racconto nell’antologia “Monaco d’autore” (Morellini editore, 2015), che l’ho conosciuto. Mi sono attivato per cercare i suoi libri, con la sorpresa di saperlo vincitore, nonché quasi debuttante, del premio indetto dall’editore vicentino.

Che “Ricchezza” nelle dinamiche familiari e nelle relazioni con l’esterno?

La Ricchezza è uno spaccato di socialità improntato tra gli anni ’70 e ’80 nel nostro paese, tra misteri di politici e anni di piombo. Il romanzo ancora oggi è attualissimo grazie alla consapevolezza psicologica che si coglie nel testo. Le dinamiche incontrollabili e imprevedibili di una famiglia che un giovane di nome Giovanni frequenta, essendo amico dei tre fratelli, una femmina e due maschi, figli dell’ Onorevole Pedrotti.

Ma non solo, ancora e altra ricchezza è ciò che cogliamo nel rapporto amicale, differenziato, di Giovanni con ognuno dei tre fratelli

Stile e contenuti: marchio di Ricchezza

Marco Montemarano
Marco Montemarano

Bellezza dei contenuti non necessariamente la vince sullo stile, tanto da preferirne di metterli in parallelo: Montemarano è davvero talentuoso ed elegante. Se delle volte un contenuto fa abdicare la lettura di un libro, certamente con questo mi sento di affermare che la stilistica travolge qualsivoglia tipologia di lettore. Il fascino è lì, palese.

 

 

Vizi di una politica malata

Il vizio, il capriccio, l’esser figli di una borghesia “malata” – chi cresce in una famiglia di politici d’alto spessore, sa che tutto può avere (sulla pelle del contribuente!), ma ciò che fa emergere l’autore sono le caratteristiche comportamentali dei tre fratelli, diversi tra loro e che ognuno a modo proprio ha un forte ascendente su Giovanni.

A un fratello timido, sulla scia depressiva causata dalla rabbia e dall’odio verso l’altro aitante e fimminaru (Fabrizio), dove tutto gli riesce con le donne, si contrappone un rapporto ancor più intimo.

Maddalena, unica femmina della triade Pedrotti, intrattiene con Giovanni una relazione intima fatta di sesso, passione e menzogna costante, ai limiti della mitomania.

Ricchezza evolutiva e retroattiva

La storia procederà sino a quando Giovanni si afferma professionalmente con un ottimo lavoro lontano dall’Italia. È qui, il fulcro della narrazione del talento Marco Montemarano: l’uomo, non riuscirà mai a sganciarsi dai tre fratelli, tanto che dovrà fare i conti con un ritorno. Ritorno mentale, anche fisico, che comunque gli darà la possibilità e la da anche al lettore, per esplorare bellezze, cattiverie, bruttezze, giustezze ed errori vari, che condizionarono la propria crescita, nonostante il ragazzo, divenuto uomo, manteneva una discreta “scorza dura”.

 

 

 

Affrontar-si

Ricercare, forse in ritardo, per prendere conoscenza e coscienza di ciò che furono i quattro durante le loro fasi della crescita: quasi una psicoanalisi da autodidatta che gli mostrerà tutto ciò che fu e tutto ciò che si deve affrontare.  Questo passaggio del romanzo, è La Ricchezza, vera e propria, della quale parla l’autore e che spinge ad una riflessione non indifferente: non solo affrontarla, ma come accoglierla la vita?

 

Libro straordinario

Rieditato da Beat
Rieditato da Beat

Esce dall’ordinario questo libro, che nel 2015 fu rieditato da BEAT Edizioni,  non è portato a far ridere o piangere, ma a riflettere filosoficamente. Libro pieno spunti per capire sul percorso che ogni umano persegue, ma non solo, è un volume che grazie alla sua scorrevolezza e appetibilità alla lettura, tranquillamente lo si può consigliare come lettura dimenticata (nel mio caso), sotto l’ombrellone.

Per chi non l’abbia ancora letto, lo faccia. Consigliato.

La foto di Marco Montemarano è ripresa dal sito milanonera.com

 

 

 

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Salvatore Massimo Fazio

Di lui sappiamo che è contro il bigottismo sociale "è mafia pura" e che decide di vivere la socialità solo per lavoro, o rare volte al bar da Enzo quando torna a Catania. Nel 2016 col saggio "Regressione suicida", non inganni il titolo, è un invito a ripercorrere tutte le tappe della vita sino a risorgere nella veste indipendente, senza pendere dal pensiero (e da) alcuno, desta polemiche. Si ritira anche dalle direzioni artistiche "[...] non dimenticatevi che sono anche un operatore sociale e un tutto fare". Ha dichiarato difficoltà e malessere nell'aderire alle filosofie dei due outsider che ha approfondito per circa 16 anni, Emil Cioran e Manlio Sgalambro, dei quali estese la propria tesi di laurea: "C'è un motivo per il quale non posso dichiararmi filosofo, né studioso di filosofia, nonostante la stampa continua a farlo e io continui a smentirlo".
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