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Marcia delle donne e degli uomini scalzi a Catania. Malerba: “Tanto interesse intorno questo evento”.

Occorrevano davvero delle immagini per far capire cosa stia succedendo in Siria? Tralasciando il dibattito riguardo le immagini mostrate dai media mainstream e diffuse sui social network, pare proprio di sì, perché «per affrontare i cambiamenti epocali della storia è necessario avere una posizione, sapere quali sono le priorità per poter prendere delle scelte. Noi stiamo dalla parte degli uomini scalzi». Così si legge nel manifesto relativo alla “Marcia delle donne e degli uomini scalzi” che si terrà a Venezia il prossimo 11 settembre, e promosso da diverse anime dell’intellighenzia italiana.
Massimo Malerba, cittadino sensibile a diverse problematiche sociali, ha pensato a un’iniziativa anche nella città etnea, e sono già diverse le persone e le associazioni che lo hanno contattato «c’è un bel movimento e un bell’interesse intorno a questo evento» dichiara.

La marcia si terrà anche a Catania lo stesso giorno alle ore 17. Si partirà dalla spiaggia libera n°1 per giugnere fino al lido Verde. «La spiaggia è un luogo simbolo, proprio in quel tratto furono ritrovati dei migranti morti tempo fa. Grazie alla disponibilità dei titolari si potrà consentire l’organizzazione di performance con ballerini e attori che si sono mostrati interessati  a partecipare attraverso dei reading e rappresentare l’odissea vissuta da queste persone» spiega Malerba.

Ma i cittadini parteciperanno e sentiranno davvero questo evento?
«I segnali sono molto incoraggianti, sto ricevendo tantissimi messaggi e tante adesioni di singoli e gruppi, come Emergency, Libera e Unione degli studenti. Sono certo che i catanesi sapranno dimostrare ancora una volta che la nostra è una città aperta e solidale».

Cosa pensa di coloro che sposano il principio “aiutiamoli a casa loro”
Ci sono due livelli, quello dei politici che strumentalizzano, puntando sulla paura. Poi c’è il livello dei cittadini, che invece guardando immagini in tv, ascoltando diversi esponenti politici e si convincono che i migranti vengono a rubarci il lavoro, anche se guardando i numeri ci si accorge che la realtà è diversa. Poi che lavoro ci rubano? Il lavoro nei campi? Gli immigrati fanno quello che gli italiani non vogliono fare, diciamo la verità».

Il messaggio che si vuol lanciare con questa marcia quale è?
«A chi ha pregiudizi farei vedere le immagini della Siria o della Libia, innanzitutto. Dove non c’è nessuna casa in piedi. Sono disastri senza precedenti, e mi farei spiegare da loro come mai siano in quelle condizioni. Con la marcia speriamo che il muro del pregiudizio e dell’ignoranza possa abbattersi e che si agisca a favore di un’accoglienza dignitosa nei confronti di tutti coloro che fuggono dalla guerra.»

Oggi si terrà una riunione di coordinamento nei locali della palestra “Lupo” alle ore 20, per programmare la marcia e gli interventi.

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