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Mama Sea, “quella macchina voleva uccidere” racconta un testimone. Erano più di 1000 dentro un locale che può contenere max 200 persone

Ore 2.30 Giovanni e la moglie escono fuori dal locale, il Mama Sea, un lido sulla Scogliera in via Antonello da Messina che il mercoledì si trasforma velocemente in una discoteca.

Due piattaforme all’interno: una più vicina al mare ed una al di sopra dove viene allestita la sala regia, la serata di ieri registra il pienone. “Solo al bar – racconta Giovanni – potevano esserci almeno 200 persone” poi ovunque gente stipata.

Qualcuno litiga all’interno, si parla di una rissa, subito sedata dalla sicurezza del lido, la ragione sembra essere la solita, un uomo avrebbe osato “guardare” la donna di un altro.

Alle ore 2.30 Giovanni e la moglie riescono a guadagnarsi l’uscita, riprendono fiato con lo sguardo rivolto verso la  strada dove al centro due ragazzi si tengono a braccetto, sembrano alticci.

“Da lontano sopraggiunge una macchina a fari spenti in direzione Catania- racconta Giovanni – si tratta di una Pegeot 1.007 nera.”

“Come se volesse prendere la mira, quando l’anonimo autista è sicuro di centrare i ragazzi sulla strada aumenta la velocità”.

“L’auto quindi aggancia i due giovani sul cofano anteriore, che vengono trasportati quasi come fossero seduti – racconta il nostro testimone – poi uno di loro rovina a terra e la macchina ci sale sopra, sento ancora il rumore e ho in mente la visione della vettura che si rialza salendo sopra il corpo del ragazzo, l’altro giovane rimane ancora sospeso sul cofano. Perdo di vista l’auto.”

Il secondo giovane verrà trascinato fino a dopo la Baia Verde.

Tantissimi testimoni assistono a questo “spettacolo raccapricciante” nessuno, preso dalla violenza della scena riesce però a prendere il numero di targa. C’è solo lo choc. Quella macchina con autisti anonimi voleva uccidere.

Resta solo da chiedersi se la tragedia avrebbe potuto evitarsi, resta da chiedersi perchè un locale, in verità un lido, che può contenere non più di 200 persone ieri fosse così pieno di persone.

La siae? I controlli delle forze dell’ordine? Perchè il locale ha fatto entrare tutte queste persone?

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Fabiola Foti

36 anni, mamma di Adriano e Alessandro. Giornalista da 18 anni, può testimoniare il passaggio dell'informazione dal cartaceo al web e, in televisione, dall'analogico al digitale. Esperta in montaggio audio-video e in social, amante delle nuove tecnologie è convinta che il web, più che la fine dell'informazione come affermano i "giornalisti matusa", rappresenti una nuova frontiera da superare. Laureata in scienze giuridiche a Catania ha presentato una tesi in Diritto Ecclesiastico. Ha lavorato per: TRA, Rei Tv, Video Mediterraneo, TeleJonica, TirrenoSat, Giornale di Sicilia. Regista e conduttrice del format tv di approfondimento Viaggio Nella Realtà. Direttore di SudPress per due anni. Già responsabile Ufficio Stampa per Società degli Interporti Siciliani e Iterporti Italiani. Già responsabile Comunicazione e Social per due partiti. Attualmente addetto stampa del NurSind Catania, sindacato delle professioni infermieristiche. Fondatore della testata online L'Urlo.

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