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“Zingari” e “porci”: 196 migranti minori nelle “case dell’orrore”

“Pezzi di merda”, “porci” e “zingari”. Sono soltanto alcuni degli appellativi con cui venivano indicati i minori stranieri nelle case di accoglienza che oggi sono finite al centro dell’operazione Camaleonte. “Le comunità sono per italiani – si legge nelle intercettazioni – quindi se non si sbrigano ad andarsene a calci in culo a casa…”

Un triste scenario umano” secondo la Procura di Catania che ha ricostruito, insieme ai Carabinieri della Compagnia di Giarre, “l’inquietante quadro di maltrattamenti” e corruzione che ha portato agli arresti domiciliari due persone.
A Giovanni Pellizzeri, imprenditore 55enne e candidato sindaco al Comune di Mascali nelle elezioni del 2015, sono contestati i reati di corruzione, falso in atto pubblico e maltrattamenti. Al figlio 28enne Mario, invece, i reati di corruzione e maltrattamenti.

Ma non solo. Perché in questa storia rientra anche la figura del “funzionario pubblico infedele”: cioè, un dipendente del Comune di Catania (ora in pensione) che avrebbe intascato mazzette per anni. Lo scopo? Certificare l’idoneità di questi centri di accoglienza che in realtà erano “ai limiti della fatiscenza”.

Così, quei 45 euro giornalieri spettanti a ciascun minore avrebbero fruttato un giro d’affari dal valore di 2 milioni di euro. Intanto, i 196 giovani avrebbero vissuto senza coperte, con i riscaldamenti spenti e in condizioni di “gravissime carenze sanitarie e strutturali”. Anche i medicinali e il diritto alla scolarizzazione non sarebbero stati sempre garantiti agli ospiti delle comunità.

Sono 6 i centri di accoglienza gestiti dalle cooperative Esperanza e Ambiente e Benessere finiti sotto indagine: Futuria (Giarre), Casa della Fanciulle (Giarre), Freedom (Mascali), Acacia (Mascali), Mazzaglia (Mascali), Paoli (Sant’Alfio).

operazione camaleonteL’attività investigativa è stata avviata alla fine del 2014 in seguito ad alcune violenze accadute dentro le comunità e alla segnalazione di Save the Children. Il sospetto che i minori delle strutture fossero sottoposti a gravi maltrattamenti è stato poi confermato dagli inquirenti. “Può buttare sangue – dicono gli indagati riferendosi a un minore – può morire fracido! Lo stato di emergenza mi ha fatto accogliere questi porci”.

Nel procedimento, sono indagate altre 7 persone (tra cui dipendenti ed ex dipendenti dei comuni coinvolti nell’accoglienza). Per un dipendente del Comune di Sant’Alfio è stata richiesta una misura interdittiva mentre alla 47enne Isabella Vitale, braccio destro di Pellizzeri, è stata vietata la dimora nella provincia di Catania con l’accusa di maltrattamenti.

E’ un quadro desolante, quello delineato dagli inquirenti, che dimostra come il “mercato dei migranti frutti più del traffico di droga”. Per questo, il Procuratore Carmelo Zuccaro ha aggiunto: “Gli speculatori cercano di approfittare dello stato di emergenza, quindi teniamo gli occhi ben aperti”.

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Serena Di Stefano

Versatile, volubile e più frizzante della Citrosodina, se fossi un sapore sarei di certo il sale: piacevole solo se a piccole dosi. Orientamento religioso-ideologico-politico-culturale: Pier Paolo Pasolini. Laureata in Lettere Moderne e specializzata in Editoria e Scrittura, ho fatto due scelte che mi ero detta “non avrei mai compiuto”: tornare a Catania e fare giornalismo. A occhio e croce, il mio vocabolario fatica a legittimare le parole “mai” e “sempre”, per tutto il resto però c’è il “Sinonimi e contrari” sul comodino. Promemoria per la scrittura: scrivere soltanto notizie vere, utili e imparziali. Promemoria per la vita: sorridere e ringraziare.

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