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Malasanità, l’ombra del caso Nicole. Un’altra morte sospetta.

Tre ospedali, 300 km, 30 giorni di calvario e 18 giorni di vita. Questi i numeri della vicenda, una storia – quella del piccolo Mattia – che ricorda da vicino quella di Nicole. Nato prematuro nell’ospedale Umberto I di Siracusa dove sua madre viene immediatamente trasferita dall’ospedale di Bronte, nosocomio nel quale non sarebbe stata diagnosticata un’infezione che ha causato un parto prematuro. La causa del trasferimento, anche in questo caso, sarebbe la mancanza di posti nel reparto di terapia intensiva neonatale (Utin) nell’ospedale Catanese. Ricoverato in terapia intensiva a Siracusa – secondo quanto riferito dall’avvocato Dario Pastore, legale della famiglia, a LiveSicilia – fino al 25 febbraio quando il primario comunica ai genitori che la necessità di un trasferimento al Policlinico di Messina per effettuare una terapia ossidonitrica che a Siracusa non poteva essere fatta. Improvvisamente le condizioni di salute del bambino si aggravano tanto da provocarne il decesso nell’ospedale di Messina. Qui i medici avrebbero scoperto che i problemi respiratori “non erano la causa principale della gravi condizioni del bambino, che aveva in corso una grave acidosi metabolica”.

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Redazione

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