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CronachePalermo

“Magistrati truffaldini…c’è cu’ mancia e cu’ talìa!” striscioni affissi nei quartieri popolari

“Magistrati truffaldini…c’è cu’ mancia e cu’ talìa!”. Questo il titolo dello striscione che i ragazzi del centro sociale Anomalia ha affisso per strada, a Palermo.

“Lo abbiamo appeso, incollato, per ribadire quello che molti sanno riguardo l’assoluta inscindibilità tra magistratura e teatrini di potere…e non serve essere grandi investigatori per sommare due più due, ed arrivare a conclusioni che sono sotto gli occhi di tutti nei quartieri e nelle strade di Palermo”. Scrivono gli attivisti in una nota.

Il riferimento è all’inchiesta nissena sulla gestione dei beni confiscati da parte del tribunale di Palermo, vicenda per cui è sotto le lenti dei colleghi la ormai ex presidente della sezione Misure di prevenzione del tribunale, Silvana Saguto, insieme ad altri tre magistrati; tra gli avvisi di garanzia anche quello per l’avvocato Gaetano Cappellano Seminara, tra i principali amministratori giudiziari del capoluogo siciliano.

“Se ad essere coinvolti non fossero proprio loro, i paladini dell’antimafia (quelli che da anni amministrano i beni confiscati e si spartiscono profitti e posizioni da questi derivanti) probabilmente si parlerebbe di ‘Mafia’, di ‘cupola’ in grado di gestire un giro di affari di decine di miliardi di euro. Ma non qui, non ora. A Palermo, nei confronti della magistratura, al massimo si parla di mele marce, di cattivelli corrotti”. Continuano i ragazzi di Anomalia.

“Eppure a noi pare che sia una questione sistemica, intrinseca nella natura di un potere tutto interno ai meccanismi di profitto. E così come pare a noi, ci sembra sia opinione condivisa nelle persone che incontriamo quotidianamente. Quando parliamo con chi non ha una casa e vive in una città ricolma di edifici abbandonati, quando parliamo con mamme che non hanno strutture dove permettere ai propri figli di giocare e crescere in sicurezza e devono farlo ai piedi di cimiteri di palazzi, quando i servizi e l’assistenza sono sempre più miraggi che nessun potere più o meno politico ritiene utile utilizzare per il suo controllo sociale. E allora ecco che crollano tutte le ideologie e le sovrastrutture legate all’antimafia istituzionale, quelle su cui il sistema educativo italiota investe tanto per plasmare i cervelli sin dalla loro tenere età; ecco che viene alla luce una realtà in cui non esiste alcuna contrapposizione Stato e Mafia, o se esiste non è certo affare del ‘mondo di sotto’ e quindi della gente comune, ma un gioco di potere tra i buoni ‘magistrati truffaldini’ e i loro acerrimi nemici, i cattivi da torturare a colpi di 41bis…e mentre nei salotti buoni e in quelli cattivi iddi mancianu qua sotto talìamu…aspettando le briciole? No, sperimentando come prenderci la torta dei diritti e delle possibilità”.

mazo

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Redazione

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