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Mafia, Catania seconda in Italia per individuazione dei reati

“Malgrado permangano annose e gravi carenze nell’organico del personale amministrativo, si è riusciti a mantenere una soddisfacente efficienza funzionale ed operativa”. Lo scrive il magistrato Carlo Caponcello nella relazione su Catania della Direzione nazionale antimafia. “Non può non rilevarsi – si legge nel documento – che l’organico degli Organi di Polizia delegati alle indagini risultano assolutamente inadeguati per numero rispetto al carico di lavoro ed ai compiti istituzionali cui sono deputati; solo lo sforzo e l’abnegazione che li caratterizza e contraddistingue ha consentito, malgrado le allarmanti ed indiscutibili carenze di organico, di raggiungere risultati operativi”. Nella relazione si sottolinea coma “la Dda della Procura di Catania per numero di iscrizioni per il reato di associazione mafiosa (81) risulta seconda dopo Napoli (201) in tutto il territorio italiano e la terza (560) per numero di iscritti dopo Napoli (1.271) e Reggio Calabria (607)”. “Siffatta notazione, lungi da intenti di primazia e di sterili classificazioni – sottolinea il sostituto della Dna, Carlo Caponcello – radica il forte convincimento che la Dda catanese si trova ad affrontare un fenomeno criminale di non trascurabile momento meritevole di maggiore attenzione istituzionale nella progettualità di implementazione delle risorse umane e materiali”.

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Redazione

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