fbpx
Nera

Le mani della mafia catanese a Messina

La mafia catanese cerca di allargare i suoi affari a Messina. Secondo i militari del Ros a Messina operava una cellula di Cosa nostra catanese, diretta emanazione della più nota famiglia mafiosa dei Santapaola e sovraordinata rispetto ai clan che tradizionalmente operano nei quartieri cittadini.

I carabinieri hanno eseguito un sequestro preventivo che colpisce assetti societari e beni mobili e immobili per un valore complessivo di circa otto milioni di euro appartenenti a Vincenzo e Pasquale Romeo e a Biagio Grasso.

I tre erano stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare insieme ad altre 30 persone gravemente indiziate di associazione di tipo mafioso, concorso esterno in associazione di tipo mafioso, estorsione, trasferimento fraudolento di valori, turbata libertà degli incanti, esercizio abusivo dell’attività di giochi e scommesse, riciclaggio, reati in materia di armi e altro.

Al vertice Vincenzo Romeo, che comandava sotto la supervisione del padre Francesco, cognato di Nitto Santapaola,  e con la collaborazione dei fratelli Pasquale, Benedetto e Gianluca.

L’organizzazione, nonostante fosse legata alle “tradizioni” mafiose, si relazionava in nuovi campi di imprenditoria che aveva già pesantemente finanziato e che li vedeva in relazione con professionisti ed esponenti delle amministrazioni locali.

Il sequestro colpisce quote di imprese attive nei settori di maggiore interesse del sodalizio criminale, controllate – totalmente o pro quota – dagli indagati, perlopiù attraverso compiacenti prestanome.

In particolare: 7 società del settore immobiliare e dei lavori edili in genere, alcune delle quali interessate a rilevanti interventi di edilizia abitativa, pubblica e privata, nel capoluogo (riqualificazione di Fondo Fucile e realizzazione di un complesso immobiliare in zona Torrente Trapani); 2 società del settore degli apparecchi da intrattenimento, su cui si stanno concentrando gli interessi delle organizzazioni criminali a livello nazionale.

Sono stati, infine, sequestrati: un’auto Alfa; una Audi Q5; una Fiat Panda; tre immobili a Messina; 17 conti correnti.

foto di repertorio

Mostra di più

Redazione

Quotidiano on-line siciliano

Potrebbe interessarti anche

Back to top button