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Politica

Mafia al Consiglio e la relazione antimafia. Fava: “Alfano intervenga”

Catania – Il vice presidente della Commissione nazionale antimafia a Catania torna sulla questione sollevata mesi fa in merito alle parentele di alcuni eletti nelle istituzioni catanesi. In particolare al consigliere comunale Riccardo Pellegrino eletto nelle file di Forza Italia e fratello di Gaetano Pellegrino, uomo di spiccato rilievo criminale all’interno del clan mafioso dei Mazzei; e il caso del presidente della sesta circoscrizione Lorenzo Leone, aderente al raggruppamento «Articolo 4» nella coalizione di centrosinistra, fratello di Gaetano Leone, appartenente dal gruppo di Cosa Nostra dei Santapaola e già condannato con sentenza irrevocabile per associazione mafiosa.

Claudio Fava dopo aver scritto al prefetto di Catania, Maria Federico, per chiedere di valutare l’opportunità e l’urgenza di nominare una commissione di accesso al comune di Catania, ai sensi dell’articolo 143 del TUEL, in modo da verificare quali conseguenze la permanenza dei consiglieri succitati possa aver determinato sull’andamento dell’attività amministrativa e se vi sia un condizionamento mafioso di tale attività. Il prefetto non risponde e adesso Claudio Fava interpella il Ministro degli Interni Angelino Alfano

La Commissione d’inchiesta sulla mafia dell’Assemblea regionale siciliana ha approvato una relazione su ritenute infiltrazioni mafiose nel consiglio comunale di Catania. La relazione è agli atti parlamentari della XVII legislatura ed è firmata dal relatore Stefano Zito. Dalla relazione si evince come i quartieri di massimo consenso elettorale per i due consiglieri in questione coincidano con le aree di conclamata influenza dei gruppi mafiosi a cui aderiscono i fratelli dei consiglieri (San Cristoforo per Pellegrino, Librino per Leone).

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Redazione

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