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Ma comu Parri?: il workshop “giovane” sulla comunicazione

Un evento che possa coinvolgere giovani e non al fine di comprendere evoluzione degli strumenti comunicativi e informativi nel 2019: è ciò che si prefissa “Ma comu Parri?”, il workshop promosso dalla giovane redazione di Controverso.

L’iniziativa si terrà sabato 24 e domenica 25 maggio presso i locali del Fab, sito in via Delle Scale. L’evento si concentrerà su aspetti diversi della comunicazione, dividendo le due giornate giornalismo e area social.

Finiu a catta? Tv, blog e social hanno surclassato la carta scritta?

Sono questi gli interrogativi che verranno posti nel corso dell’incontro/dibattito che si svolgerà dalle 10:30 alle 12:30 domani mattina nella prima parte del workshop. I relatori saranno Mario Libertini, giornalista presso “I Siciliani Giovani” , tratterà cosa significhi occuparsi di inchieste nel 2019; Erika Giacira, desk presso L’Urlo, spiegherà come si lavora sulla cronaca;  Simone dei Pieri, co-founder di Millennials, spetterà illustrare come si diffonde l’informazione attraverso un blog; infine, Giuseppe Leanza, veterano del settore, racconterà la sua esperienza nel settore della televisione.

«Ritengo che l’occasione fornita dal workshop sia utile ed attuale. Troppo spesso l’approccio alla comunicazione diventa un problema anziché un’opportunità per tutti. Chiunque bazzichi i social network non può non rendersi conto di come la prima impressione sia effettivamente rilevante e capace di portare agevolazioni o svantaggi anche nei rapporti interpersonali, con aziende, clienti, ma anche amici e conoscenti», dichiara Simone dei Pieri.

Dalla teoria alla pratica

Un laboratorio di scrittura giornalistica per apprendere le tecniche che rendano un articolo ricco di contenuti e al tempo stesso fluido e leggero. Sarà così impiegato il pomeriggio del 25 maggio, dalle 17.30 alle 18.30. Il laboratorio sarà curato da Fernando Massimo Adonia, Direttore dei Paesi Etnei Oggi.

«Il giornalismo di oggi, nell’incrocio con le nuove tecnologie, ha necessità di fermarsi e comprendere nuove strategie al fine di essere sempre più efficace e aderente alla sua missione cioè informare la cittadinanza dei fatti importanti. L’incontro con le nuove leve può aiutarci a chiarire uno snodo importante per la nostra professione», commenta Adonia.

La radio come potente mezzo di comunicazione

Forti del successo del programma radiofonico “Nel Nome del Padre”, i ragazzi di Radio Zammù, Andrea Puglisi, Gabriele Baglio, Vito Morando e Giordano Pace, spiegheranno dalle 18:30 alle 19:30 come scrivere un programma radiofonico, che non annoi l’ascoltatore, lo renda partecipe e diventi un appuntamento fisso settimanale.

«Io credo che la radio sia un mezzo molto importante, poiché apparentemente è caratterizzata da aspetti che troviamo in altri device comunicativi più affermati. La radio conserva però una caratterista unica ossia l’identità e la parte di speaking.  Ciò che rende i format radiofonici unici, da un punto di vista comunicativo, è l’identità degli speaker. È importante lavorare sulla formazione e sulla qualità dei formati: serve freschezza e innovazione che vadano al di là della linea musicale», afferma Gabriele Baglio.

I social come ricchezza comunicativa

Domenica 26 maggio, però, dalle 16:30 alle 18:30 si cambia registro: il workshop “Ma comu Parri?” diventerà un focus sui social. Interverranno Antonio Pappalardo, per gli Instacosi, in qualità di esperto di Instagram e social media manager; Andrea Carollo, de La Liscia Catanese, fenomeno di Facebook, che, a mo’ di scherzo, ha creato un marketing; Francesco di Blanca, de i PositiviTrip, i cui video, in promozione dei viaggi della coppia, spopolano su youtube e social; infine, Aurora Vannella, membro della redazione Controverso, che parlerà della promozione di un progetto sui social, nello specifico di Sleeping on Scene, uno spettacolo teatrale. I relatori spiegheranno il significato del termine “influencing” e come l’uso dei social, oltre a essere una forma di svago, è diventato un lavoro a tutti gli effetti.

A tal proposito ne parliamo con Andrea Carollo, fondatore della pagina “La Liscia Catanese”.

«Oggi la Liscìa Catanese conta un network di circa 300.000 persone a seguito. Gli utenti vedono nella fan page  la possibilità di informarsi su fatti accaduti in maniera” innovativa”. Un esempio è certamente la poesia postata ieri su Giovanni Falcone. Una piattaforma quindi che veicola messaggi, in chiave ironica e con un linguaggio specifico, a un target ben definito disposto ad ascoltare e a confrontarsi. Ma soprattutto è stato possibile creare una rete attraverso il dialogo e l’educazione. Il tutto è accompagnato dalla totale assenza di volgarità, sin dalla sua nascita».

Ma quali sono le idee che hanno portato alla nascita di “Ma comu Parri?”

Un evento creato dall’energia di tanti giovani, che vedono nella comunicazione un elemento fondamentale per una società attiva.

«Il mondo cambia molto velocemente, con la conseguenza che anche i mezzi comunicativi si devono costantemente adeguare. Carta e penna progressivamente scompaiono e noi, appassionati del giornalismo, molto spesso fatichiamo a seguire i ritmi della tecnologia e soprattutto dei social. L’idea del workshop “Ma comu Parri?” nasce dall’esigenza di comprendere come veicolare nel 2019 l’informazione, in modo che arrivi a tutti, senza perdere di contenuti. Ci siamo, inoltre, interrogati sulla funzione dei social: da potente mezzo di comunicazione si sono trasformati in occasioni di lavoro. Per rispondere alle nostre come alle domande di tanti, abbiamo dato vita a questo evento, che ci sta arricchendo come giovanissima redazione e ci sta dando l’occasione di entrare pienamente a far parte della rete comunicativa», dichiarano Marta Principato e Giuseppe Trovato, co-organizzatori del workshop.

E.G.

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Redazione

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