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M5S e il suo veleno

Da Jacopo Iacoboni a Donatella Levi: la dittatura pentastellata con il suo veleno colpisce ancora.

Zyklon-b. Era questo il veleno che sgorgava dalle docce delle camere a gas che hanno ucciso milioni di ebrei deportati nei campi di concentramento nazisti. Ed è questa la pratica che da un profilo facebook filogrillino associato al nome di Carla Carboni viene invocata nei confronti di Donatella Levi, figlia della Shoah, scampata all’olocausto.

Donatella Levi aveva condiviso il proprio pensiero su Jacopo Iacoboni, giornalista de La Stampa al quale l’associazione di Casaleggio ha negato l’accesso al summit che si è tenuto nei giorni scorsi a Ivrea perché la sua presenza non era gradita agli organizzatori. E per questo, ha ricevuto questo commento: “Donatella Levi sotto la doccia!”. Sono parole che fanno male e che dimostrano quanto sia pericoloso anche dal punto di vista umano e sociale, oltre che politico, il Movimento 5 Stelle. Nessuno può negare infatti che le similitudini tra il partito pentastellato e il partito nazionalsocialista siano notevoli, e le espressioni impiegate dai proseliti grillini lo dimostrano.
La stessa limitazione alla libertà di espressione e di pensiero che pensavamo essere garantita dall’art. 21 della nostra Costituzione, viene disconosciuta dai vertici grillini: non potendo controllare e censurare una penna libera, gli ha chiuso le porte.

Una narrazione triste per un Paese cosiddetto democratico. Una pagina di cronaca che non può lasciare indifferenti.

Forti sono state le reazioni dei principali organi di stampa e dell’opinione pubblica, a cominciare da Enrico Mentana. Ma non è sufficiente. Non basta. Il problema esiste ed è molto più profondo rispetto a quello che si immagina perché quanto accaduto a Iacoboni come quello che è stato scritto a Donatella Levi non sono eventi isolati.

Chi critica, chi dissente, non è gradito tanto per chi si avvicina o fa parte del movimento stesso (come nel caso degli attivisti e parlamentari espulsi), quanto per gli outsider.
In questi anni abbiamo assistito a “processi senza l’imputato” in particolare nei confronti degli attivisti che da un giorno all’altro si sono visti recapitare a casa diffide dai legali di Beppe Grillo, e alle “epurazioni” con votazione on line senza un agenzia esterna che controllasse i click usati come proiettili sparati contro gli eletti malvisti dai vertici e dai capetti di Camera e Senato.

“Vi mangerei solo per il gusto di vomitarvi”, dichiarava non molto tempo fa Beppe Grillo riferendosi ai giornalisti, rei di fare il loro lavoro, di riportare fatti, analisi e osservazioni per accendere la lampadina dell’intelletto.

Fomentare odio è il carburante della macchina pentastellata, non solo verso l’avversario politico visto come un nemico da distruggere e annientare, ma anche verso chi è dotato di coscienza critica difficile da controllare. Per questo il M5S è popolato in prevalenza da frustrati.

Questo atteggiamento spegevole che rievoca gli stilemi di un passato che con vergogna credevamo di esserci lasciati alle spalle, è infatti preponderante tra i militanti grillini.
In passato c’è stato anche chi per Giuliano Poletti proponeva la tortura medievale della gabbia sospesa e chi invece, del Ministro, ne avrebbe fatto saponette, riprendendo la pratica non ancora accertata della produzione di sapone ricavato da grasso umano dei cadaveri ebrei nei lager nazisti.

Questo è il Movimento 5 Stelle. Questo è il partito di Beppe Grillo e di Luigi Di Maio. C’è qualcuno tra i sostenitori che non teme il ritorno alla dittatura se dovessero governare il nostro Paese?

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

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