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Lungo Bellezza ed Eros: destinazione sublimazione

Avete mai camminato lungo delle stanze piene d’oggetti che, come per inerzia, vi trasportano raccontandovi una storia atona, stupendovi talmente tanto da interdirvi? Come sì può tramandare un messaggio imponente ed importante non utilizzando le parole? Il “Paesaggio dei sensi”,  presso il Museo galleria “La Vite” di Catania, riesce in quest’impresa, presentando un progetto del gallerista Mauro Lombardo, possessore di collezioni uniche e rare, che ci travolge, facendoci entrare in un mondo inatteso.

Aperta dal 4 novembre 2016, giorno dell’inaugurazione  (ore 18.30 Via Vittorio Emanuele 102) al 15 gennaio 2017, la mostra ci spinge dentro un contesto di desiderio carnale, dentro la bellezza delle pennellate accurate, dentro il marmo levigato e scolpito. Guttuso e la sua tecnica mista, Goya, Pissarro, Calabria (la cui amicizia con Mauro Lombardo risale  al ’75), Benner, Guccione, il Picasso degli anni 50, Warhol, Mirò, Munch, Masi,  Vespignani, Clerici, Grosz e molti altri, se ne stanno lì appesi al muro pronti ad essere giudicati da noi spettatori, succubi di tanta bellezza.

Vagheggiando tra le mattonelle del palazzo  domandiamo a Mauro Lombardo aneddoti riguardanti la  compra-vendita di qualche quadro e lui dichiara “Ogni quadro è una pagina della mia vita. Un gallerista la sua storia la scrive sui muri.”

La galleria d’arte “La Vite” è l’emblema della controcultura, come spiega Mario Cavallaro, art promoter:  essa non è sovvenzionata, non rappresenta un’industria d’arte ma ritrae concretamente la passione per la cultura, portata avanti attraverso organizzazione di aste o rapporti diretti con gli stessi artisti e quindi, essendo proprietaria di ogni pezzo esposto, ha l’onore anche di prestare opere d’arte ai musei di tutta Italia. Procedendo per le stanze incorniciate, il percorso si dispiega su due piani: se nel primo troviamo le opere degli autori già citati, il secondo è caratterizzato da sculture e quadri ottocenteschi preceduti da un busto di donna di  Francesco Messina, scultore nato a Linguaglossa; tale opera è stata esposta  per molto tempo proprio nel museo dedicato a  Messina nella sua città natale. Purtroppo i visitatori non potranno ammirare una scultura di Antonio Santacroce, precedentemente inserita nel catalogo, a causa di un furto avvenuto pochi giorni fa.

Ma perché il titolo della mostra è “Bellezza ed eros”?

Nel suo specifico significato filosofico eros è stato primariamente inteso come la forza vitale che muove il pensiero e la filosofia stessa, fungendo da tramite fra la dimensione terrena e quella sovrasensibile; ed è qui che l’arte sguizza dando un senso a questa definizione, fungendo da tramite tra noi ed il pensiero, per formare un’unica grande Bellezza sentimento portante della mostra.

“L’aspetto delle cose varia secondo le emozioni; e così noi vediamo magia e bellezza in loro, ma, in realtà, magia e bellezza sono in noi”. Kahlil Gibran

 

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