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L’ultimo saluto a Gemma Albo Trantino

Una persona generosa e semplice, che in tanti ricordano per il bene fatto al prossimo: così, oggi pomeriggio, è stata salutata Gemma Albo Trantino, deceduta due giorno or sono, per un male incurabile a 76 anni. Lo spazio aperto della Chiesa della Madonnna delle Lacrime, a Trappeto, frazione di San Giovanni La Punta, ad una decina di chilometri da Catania, era stracolmo. Un funerale di grande partecipazione, quindi, celebrato con toni sommessi dal parroco, padre Francesco Genco.

Non c’era solo una folta rappresentanza del Palazzo di giustizia, che si è stretta attorno al marito, l’avv. Enzo Trantino: era presente, stipata in pochi metri quadrati, in mezzo a fiori e piante, tanta gente semplice, non pochi legati ad associazioni e enti di soccorso come la Croce Rossa.

Padre Francesco ha ricordato la figura di Gemma Albo, tinteggiandone i tratti di semplicità e di disponibilità verso gli altri. E la serenità d’animo con cui ha affrontato la malattia: aveva preparato –ha ricordato il sacerdote- il suo funerale. “Fabbricante di sorrisi”: questa, invece, una delle frasi, in mezzo a momenti di commozione, pronunciate dal figlio Enrico, presidente della Camera Penale di Catania. In prima fila, accanto al padre Enzo, anche la figlia Novella.

Fra chi ha voluto salutare Gemma Albo Trantino per l’ultima volta non solo i due fratelli di Enzo Trantino venuti dagli States, ma anche molti voti noti della magistratura catanese (fra gli altri, il Procuratore Generale Salvatore Scalia, il procuratore aggiunto di Messina Sebastiano Ardita, il sostituto procuratore Enzo Serpotta, il Presidente del Tribunale del Riesame Maria Grazia Vagliasindi, il Gip Daniela Monaco Crea, presidente della giunta dell’Anm catanese, l’ex Procuratore Generale Giovanni Tinebra, il sostituto procuratore generale, da qualche settimana a Torino, Giulio Toscano), tantissimi avvocati, con in testa il presidente del consiglio dell’ordine Maurizio Magnano di San Lio.

Si sono visti anche personalità della politica, il Presidente della Commissione Regionale Antimafia Nello Musumeci, il segretario de La Destra Francesco Storace, l’ex senatore Nino Strano, il deputato regionale Marco Falcone, il senatore Vincenzo Gibiino, il deputato nazionale Basilio Catanoso. Presenti anche esponenti dell’imprenditoria catanese, dai fratelli Virlinzi, ad Orlando Branca, a Mario Ciancio Sanfilippo, che per un periodo è stato suocero di Enrico Trantino.

Ultimo “viaggio” quello verso il paese di origine dei coniugi Trantino Licodia Eubea, comune in provincia di Catania, dove la salma sarà tumulata.

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Marco Benanti

45 anni, ex operaio scaricatore alla base di Sigonella, licenziato in quanto “sgradito” al governo americano per “pensieri non regolari”, ex presunto “biondino” dell’agenzia Ansa, ex giocatore di pallanuoto, ex 87 chili. Soggetto sgradevole, anarchico, ne parlano male in tanti, a cominciare da chi lo ha messo al mondo: un segno che la sua strada è giusta. Ha, fra l’altro, messo la sua firma come direttore di tante testate, spesso solo per contestare una legge fascista di uno Stato postfascista che impone di fatto un censore ad un giornale (e in molti hanno, invece, pensato che lo ha fatto per “mettersi in mostra”). E’ da sempre pubblicista, mai riconosciuta alcuna pratica per professionista, nemmeno quelle vere. Pensa di morire presto, ma di lui – ne è certo- non fregherà niente a nessuno. Nemmeno a lui.

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