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Luce, paesaggio e materia

Il terreno su cui insiste il progetto si colloca sulla collina alle spalle di Aci Castello ed abbraccia il panorama di tutto il golfo di Catania, da Augusta sino alla Calabria.

La casa preesistente, progettata negli anni Sessanta, non si apriva verso il paesaggio esterno, restando così chiusa in se stessa. Si è deciso, quindi, di demolire il vecchio edificio ed il vincolo di ricostruzione con stessa sagoma ha imposto l’unico limite tecnico alla nuova costruzione.

L’ascolto del contesto è stato, quindi, l’avvio di un percorso progettuale che ha preso forma secondo il disegno di diversi coni ottici che incorniciando il paesaggio circostante come fosse un quadro, creano l’interazione costante tra uomo e natura.

Il volume che ne scaturisce, formato da geometrie pure che si intersecano tra loro, si adagia sul terreno senza stravolgerne la morfologia, mettendo in relazione luce e natura, carpendone l’essenzialità del colore e dei materiali. Il dialogo tra architettura e natura avviene, anche, attraverso l’uso critico del cromatismo dei materiali, sia interni che esterni: il colore bianco, infatti, diventa predominante ed è la tela sulla quale la luce riflette il colore del sole. Le grandi vetrate, che non creano ostacolo alla vista, permettono alla luce di entrare riempiendo lo spazio e donandone leggerezza, amplificata anche da pochi ed essenziali arredi; ma al tempo stesso, la pensilina che svetta qualche metro oltre di  esse, permette di avere un irragiamento solare minimo.

Il basamento in pietra lavica, che cela un piano interrato, permette al volume sovrastante di ergersi al di sopra della linea d’orizzonte, donando all’osservatore un punto di vista privilegiato.

La mutevolezza del paesaggio, con il suo cambiare della luce durante il giorno ed il susseguirsi delle stagioni, diviene scenario di un abitare essenziale.

Drawings credits: Solaria Sclafani – www.solariasclafani.it

Est

Nord

Ovest

Sud

int n2

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Solaria Sclafani

Si laurea in architettura nel 2004. Lo stesso anno inizia a collaborare nello studio del padre, dove si confronta con progetti di restauro e rifunzionalizzazione. Con lui progetta alcuni tra i più importanti hotels e spa della sicilia orientale. Nel 2010 consegue un master in interior design presso lo ied. Durante quel periodo progetta case nella campagna toscana ed alcuni attici a Roma. Inizia così un percorso progettuale che la porterà ad una spazialità pura ed essenziale con una forte interazione visiva con il paesaggio circostante; razionale e riconoscibile fonda le sue radici nella preesistenza senza formalismi e mimetismi. Un linguaggio pulito ed ordinato caratterizzato dal rigore formale e cromatico, dall'assenza di elementi puramente decorativi, e dall'utilizzo di materiali naturali.

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