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Lesioni gravissime ad un neonato al Santo Bambino, sospesi 3 medici

Catania – In data 1 e 2 dicembre, su richiesta di questa Procura distrettuale, è stata data esecuzione all’ordinanza di applicazione della misura inrterdittiva della sospensione dallìesercizio del pubblico ufficio di medico a carico di 3 sanitari del P.O. del Santo Bambino, dott.ssa. Palano Amalia Daniele (sospesa per 12 mesi), la dott.ssa. Currao Gina (sospesa per 6 mesi) e Cairone Paola (sospesa per 4 mesi).

A seguito di una lunga attività investigativa infatti, si è accertato che in data 2 luglio 2015 in occasione del parto di una giovane ragazza catanese di anni 26, Percolla Deborah, alcuni sanitari che la ebbero in cura (dott.ssa. Palano Amalia Daniele e Currao Gina), per evitare di rimanere a lavorare oltre il proprio orario di lavoro, non soltanto omettevano di procedere con un immediato intervento cesareo nonostante i molteplici episodi di sofferenza fetale che il tracciato evidenziava (ben cinque episodi di bradicardia in poco più di un’ora) ma, addirittura somministravano al paziente l’atropina (farmaco che non trova alcuna specifica indicazione in travaglio di parto essendo , per conto, controindicato in presenza di sofferenza fetale), simulando in tal modo, una regolarità del tracciato in realtà non sussistente. Le due indagate, inoltre, omettevano sia di segnalare tali avvenimenti in cartella, sia di informare i colleghi del turno successivo, impedendo a questi ultimi di avere immediata contezza del’estrema gravità della situazione clinica.

Anche un altro sanitario, la dott.ssa Cairone Paola, per non essendo a conoscenza degli avvenimenti precedenti, poneva in essere una serie di condotte negligenti, imprudenti ed imperite, da unlato praticando alla Percolla, per ben due volte, le c.d. manovre di Kristeller (pratica bandita della linee guida) nonostante un tracciato non rassicurante, e dall’altro, non contattando in tempo il neonatologo in quale, arrivato quando già il feto era stato espulso dalla amdre, effettuava il proprio intervento di rianimazione con gravissimo ritardo. Anche la dottoressa Cairone al fine di occultare la propria condotta, poneva in essere una serie di falsi in cartella clinica.

A causa delle condotte poste in essere dai sanitari, il neonato Benedetto Grillo, (il quale presentava un giro di cordone intorno al collo), pur riuscendo miracolosamente a venire alla luce, riportava lesioni gravissime (“grave encefalopatia  ipossico-ischemica, tetra paresi spastica, grave ritardo neuro psicomotorio, microencefalico, epilessia generalizzata sintomatica, con conseguente indebolimento permanente del tronco neuroencefalico e con gravissime implicazioni anatomo funzionali”).

Le indagini della Procura della Repubblica hanno permesso infine di accertare la circostanza seconda la quale, all’Ospedale Santo Bambino, le cartelle cliniche sovente vengono redatte successivamente rispetto all’insorgere dell’avvenimento clinicamente rilevante; ciò a causa di una prassi instaurata dai sanitari (e talvolta anche imposta alle ostetriche) finalizzata ad occultare le prove di eventuali responsabilità mediche.

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Redazione

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