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L’ospedale San Marco è un miraggio a Librino

Quasi un trentennio e ancora ci sono le gru

«I catanesi percorrendo la tangenziale e l’asse dei servizi nella zona di Librino vedono un miraggio” Emilio Benincasa dirigente sindacale Nursind – sindacato delle professioni infermieristiche – ripercorre la lunga storia del costruendo ospedale San Marco.
«Quattro gru saldamente ancorate a terra, ai lati di una struttura cosidetta Ospedale che in 30 anni ha visto triplicati i costi di realizzazione, – dai 94 mln di euro previsti ai 245 mln di oggi – infinite promesse e lavori mai completati.»
«Era il 1986, quando nacque l’idea di realizzare il nuovo ospedale cittadino a Librino nell’ambito del  “Progetto Prometeo”, ossia il S. Marco. Nel 1990 la USL n.35 di Catania diventata poi Azienda Ospedali Vittorio Emanuele – Ferrarotto – S. Bambino, procedeva alla aggiudicazione della gara alla Cogefar-Impresit, ma i lavori non iniziarono mai a causa di controversie giudiziarie. Il progetto rimase infatti bloccato per anni tra conferenze dei servizi, commissari straordinari e la mancanza di fondi.»

Tra modifiche ai progetti e proclami trascorre quasi un trentennio

L’Azienda V. Emanuele, Ferrarotto, S. Bambino allora dotata di circa 1100 posti letto, chiese e ottenne dal Ministero dei Lavori pubblici il commissariamento ad hoc, e nel 1998 si svolse una conferenza dei servizi, dalla quale emerse la volontà di realizzare il nuovo ospedale, manifestata in coro unanime dal  Comune, dalla Provincia di Catania, insieme con le forze politiche di allora e le forze sociali.
Nel 2003 la Regione Sicilia con la legge finanziaria, diede seguito all’ Accordo di Programma per il settore degli investimenti sanitari siglato nel 2002 fra Regione Sicilia, Ministero della Salute e Ministero dell’Economia, con il quale veniva previsto la creazione del Centro di Eccellenza Ortopedico, da edificare nella zona di Librino in collegamento funzionale con il nuovo ospedale San Marco. Questa operazione vedrà ridurre i posti letto dell’Ospedale S.Marco da 964 posti letto del progetto originario a 570.
Nel 2004 viene istituita la Fondazione Gesualdo Clementi con lo scopo di far nascere il polo di
eccellenza ortopedico accanto all’Ospedale San Marco. Vengono nominati membri del consiglio di amministrazione Antonio Scavone, allora assessore dei Lavori pubblici del Comune di Catania, il rettore Ferdinando Latteri e Ambrogio Mazzeo, direttore generale dell’azienda Ove.
Il consiglio comunale di Catania nel frattempo approva una variante al piano regolatore, ossia il passaggio da zona rurale a servizi generali proprio della zona dove si doveva realizzare l’opera, di propietà di Mario Ciancio Sanfilippo. Nel 2005, la regione sicilia con apposito decreto ne autorizzò l’esproprio con un costo di circa 5 milioni di euro.
All’ inizio del 2006 l’Azienda Ospedaliera emanò il bando di gara sottoscritto a luglio del 2008 per la realizzazione del San Marco e del polo ortopedico, l’importo complessivo della realizzazione dell’opera è intanto era lievitato a ben 141,5 milioni di euro.
Secondo gli indirizzi già approvati con la legge regionale n.7 del 2002, nel nuovo Ospedale San Marco sarebbero dovute sorgere quattro aree di attività e precisamente: Area Chirurgica, con 196 posti letto; Area Medica, con 202 posti letto; Area Critica, con 84 posti letto; Area Riabilitativa, con 40 posti letto. Mentre il Centro di Eccellenza Ortopedico Gesualdo Clementi, doveva comprendere i diversi settori specialistici dell’Ortopedia e della Traumatologia con circa 160 posti letto. Il centro eccellenza purtroppo è stato eliminato dalla progettualità originale da una legge regionale del 2009 a firma dell’ Assessore Massimo Russo che, a cantiere avviato, sciolse le Fondazioni responsabili dei centri di eccellenza. La vicenda finì anche in un’interrogazione parlamentare al ministero della Salute.

I guai con la Tecnis inquisita

Il percorso di realizzazione del nuovo Ospedale San Marco, vide la conclusione della gara con aggiudicazione dei lavori ad Uniter Consorzio Stabile e fu la Tecnis S.p.a. di Mimmo Costanzo e Concetto Bosco ad aggiudicarsi l’appalto e l’avvio dei lavori con la posa della prima pietra avvenuta a dicembre 2008 alla presenza di numerose autorità politiche, civili, militari e religiose.
«Fino ad oggi, malgrado le dichiarazioni dei politici regionali e dei vertici aziendali succedutesi nel tempo del San Marco, non si vede nulla, tranne che una ennesima “cattedrale” nel deserto – commenta ancora Benincasa – anzi nel frattempo, la Tecnis viene inquisita dalla Procura di Palermo nell’ambito dell’inchiesta sull’uso di cemento depotenziato come possibile causa del crollo del viadotto Himera sull’autostrada Catania – Palermo.»
L’attuale Direttore Generale Paolo Cantaro, durante l’incontro del 8 gennaio 2016, in merito alla possibilità che all’impresa Tecnis non venisse conosciuta la possibilità di proseguire la realizzazione dell’ospedale San Marco dichiarerà “Sarei veramente in grave imbarazzo, perché non vi è una seconda impresa che ha partecipato alla gara di appalto”.
«L’ intera cornice di tale vicenda, visto che, viviamo in terra di Sicilia, assume i contorni della migliore tradizione pirandelliana – afferma Benincasa – e il costo complessivo dell’opera fra varianti, penali alle aziende costruttrici per mancato guadagno si aggira sui 245 milioni di euro, e semmai vedrà la luce il nuovo Ospedale S. Marco sarà una struttura con meno di 400 posti letto al posto degli originari 1100.»
«Siamo pienamente coscienti e certi che la direzione strategica del policlinico stia lavorando per una celere apertura del presidio San Marco poiché riteniamo che possa dare valore aggiunto alla sanità Catanese e Siciliana – dichiara il segretario provinciale Nursind Salvatore Vaccaro – d’altro canto abbiamo, come sempre, il timore che l’innalzamento dei riflettori nel periodo preelettorale possa terminare il giorno dopo lo scrutinio con conseguenze estremamente pesanti sulle aspettative che questa struttura, nonostante il ridimensionamento.
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Redazione

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