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L’Orizzonte cade in casa contro Roma

Ancora una sconfitta per l’Ekipe Orizzonte, frutto di troppe imprecisioni al tiro. A Nesima la spunta la SIS Roma, fresca vincitrice della Coppa Italia.

Brutto avvio dell’Orizzonte, rimediato in corsa

La piscina comunale di Nesima ospita la SIS Roma, in forma smagliante dopo l’inattesa vittoria della Coppa Italia del mese scorso. L’Orizzonte scende in acqua in cerca di riscatto, dopo un mese di gennaio vissuto tra alti e bassi, con la clamorosa sconfitta nella semifinale di Coppa Italia e il passo falso – seppur ininfluente – in Coppa dei Campioni.

Avvio devastante della squadra ospite, che mette alle corde le nostre. Chiappini centra subito il palo, poi Giulia Gorlero si deve esibire in due parate impegnative per sventare i nuovi attacchi giallorossi. Il portierone catanese capitola poco dopo per ben due volte, prima con un tiro dalla distanza di Fournier, poi un contropiede micidiale di Chiappini, che sfrutta una palla rimbalzata dalla propria traversa in seguito a una conclusione di Van der Sloot. Sventato un nuovo tentativo e conquistata una superiorità numerica, Martina Miceli chiama time out. La strategia funziona: giro palla veloce, che libera Arianna Garibotti sulla destra al tiro. Nuovo forcing delle romane, fermate ancora da una Gorlero in ottima forma. A 15 secondi dal termine del primo quarto, in ripartenza le rossazzurre conquistano un rigore, che Garibotti capitalizza, spiazzando il portiere.

Un secondo parziale di spessore

La partita è combattuta azione dopo azione, in un equilibrio sottilissimo, che fa pendere l’ago della bilancia da ambo le parti. Van der Sloot dà inizio alla saga dei legni – che si riveleranno decisivi alla fine. Ci pensa Roberta Bianconi a portare l’Orizzonte in vantaggio, con un destro micidiale dei suoi. Il pareggio è immediato: confusione in aera, dall’acqua emerge Tankeeva, che supera in modo inspiegabile Gorlero. Rossazzurre contratte, in difficoltà nel provare la conclusione; quando vi riescono, trovano sempre un legno a fermarle (con Palmieri e Garibotti). Roma non fa meglio, patisce il passo delle catanesi, costringendo il proprio allenatore al time out. Ci pensa ancora capitan Garibotti (in assoluto la migliore) a sbloccare la situazione, con un tiro sporcato dalla difesa che vale il 4-3. Gorlero mantiene il vantaggio acquisito con altre due parate.

Un quarto d’ora sterile, ribaltone Roma

L’Ekipe Orizzonte sembra aver incanalato il match per il verso giusto, ma qualcosa si inceppa nell’ingranaggio. Ancora una volta le nostre si disuniscono, il pallone comincia gradualmente a pesare più di quanto dovrebbe. Mostriamo il fianco alle avversarie, che ci puniscono. Apre le marcature un pallonetto clamoroso di Motta da centrocampo, che trova Gorlero questa volta a contemplare la volta della piscina. Il pareggio ci fa male, molto male. Marletta si mangia un gol fatto da un metro, lo stesso fa poco dopo Garibotti – in entrambi i casi, ottima parate di Sparano. Quindi ricomincia il valzer dei pali, mentre le romane acquisiscono efficacia: Motta piega le mani di Gorlero e porta le compagne di nuovo in vantaggio. Garibotti prova ad illuminare con un lancio preciso in area, Van der Sloot pizzica con le dita, ma la palla non ne vuole più sapere di entrare: palo e mani del portiere. Il terzo parziale si chiude con l’espulsione per proteste del dirigente giallorosso.

Il quarto tempo si apre con tre minuti di niente, dove la tattica e il timore di perdere prevalgono sul gioco. Gorlero mantiene il 4-5 con una parata su tiro ravvicinato di Tabani. Le rossazzurre continuano a sbattere contro i legni, davvero tanti, con Koolhaas, Marletta e Bianconi. Poi la rete giallorossa ad opera di Chiappini, che di fatto chiude le ostilità. I due minuti e mezzo rimanenti non vedono granché da segnalare.

Merito alle avversarie. Orizzonte più inefficace che sfortunato

È un 4-6 che fa molto male per il modo in cui è maturato. Manovra lunga, troppe imprecisioni, forse anche paura di tentare la conclusione. Così non va!

Soddisfatto l’allenatore della SIS Roma, N: «Abbiamo vinto una buona partita, meritando di vincere per l’equilibrio che abbiamo avuto nei quattro tempi. Non abbiamo però dominato, contro una squadra forte che ha prodotto tanto. Anche noi abbiamo avuto 4-5 occasioni nitide, che non sempre l’Orizzonte ti concede. Partita molto faticosa per tutte e due le squadre; noi siamo stati più regolari, ottenendo un risultato importante, che dà continuità al nostro percorso».

La vittoria in Coppa Italia non si rivela dunque un episodio, ma anche qui a Nesima, la Roma ha dimostrato di poter ambire per le prime posizioni: «Non credo che si possa mai vincere o perdere per caso. Sappiamo che abbiamo ancora da migliorare, non ci sentiamo arrivati. Dobbiamo costruire molto, per arrivare alla Final Six in modo da giocare al meglio le nostre carte con molta umiltà. Mi piace della squadra la voglia di lottare, di sporcarsi le mani. Anche nei momenti di difficoltà il gruppo trova nuove energie». Un’impressione sulla vittoria della Coppa Italia: «L’abbiamo vissuta con grande umiltà. All’esterno c’è stata una gran cornice di festa, che ha fatto piacere alla società e alla squadra. La vittoria ci ha dato consapevolezza che il lavoro che stiamo facendo è quello giusto per giungere ad essere grandi, seppur mantenendo un profilo basso».

Più che scontenta Martina Miceli, obiettiva come sempre: «Complimenti a Roma, in questo momento sono più forti di noi. Questo va accettato nel giusto modo, ancora ce la possiamo giocare, abbiamo tutte le carte in regola per batterle. Sappiamo che per vincere dobbiamo dare tutto, non poco o non giocare bene di squadre. Troppi errori sui legni, palle fermate sulla linea, forse un po’ sfortunate. Una partita che potevamo sicuramente portare a casa credendoci un po’ di più».

Nella foto di Enrico Torrisi, Roberta Bianconi in azione

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