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Cronache

L’odissea dei dipendenti di Ecolandia

Sono di otto mesi gli arretrati dei dipendenti di Ecolandia, azienda appaltatrice del servizio di nettezza urbana a Pedara. I lavoratori, stanchi di sentire solo “chiacchiere”, hanno proclamato uno sciopero da sabato 13 aprile. Da quel giorno, infatti, nessun operatore ecologico ha rimosso un centimetro di spazzatura. E la cittadina etnea versa in condizioni al limite dell’emergenza sanitaria.

L’Amministrazione comunale, dal suo canto, ha dichiarato tutto il suo impegno al fine di risolvere il prima possibile la situazione dei dipendenti. Il Comune, infatti, parla di assoluta disponibilità e di aver posto i bisogni dei lavoratori di Ecolandia come priorità assoluta. Ma la cifra da saldare non è indifferente: si parla di circa un milione e mezzo di euro.

«Da ottobre ad oggi noi dipendenti abbiamo percepito solo due mensilità e mezzo. Uno stipendio prima di Natale, uno a febbraio ed in questi giorni ci hanno pagato la rimanente mensilità di aprile 2018. È un problema che si è riscontrato solo a Pedara: evidentemente c’è qualcosa che non va. I disagi vanno avanti da ben quattro anni», dichiara un dipendente dell’Ecolandia, raggiunto telefonicamente.

Lo sciopero non si fermerà

I dipendenti continueranno con lo sciopero. Lunedì 29 aprile si terrà un incontro con l’Amministrazione comunale, l’azienda e i Carabinieri al fine di trovare in sinergia una soluzione. Con l’arrivo delle alte temperature, la situazione igienico-sanitaria di Pedara, se non si provvederà al ripristino del lavoro di Ecolandia potrebbe degenerare.

A fianco dei lavoratori si batte anche la Fp Cgil di Catania: «Non si tratta di un vero e proprio sciopero. Tecnicamente non sono state seguite le procedure richieste, ma è la conseguenza di una esasperazione a lungo sottovalutata. È dunque una autonoma decisione dei lavoratori. Come sindacato siamo al loro fianco e chiediamo un incontro in Prefettura. Da troppi anni siamo alle prese con i ritardi del Comune di Pedara, ma il caso di questi 18 lavoratori ha raggiunto il massimo del disagio fino ad oggi registrato», dichiara  il responsabile del Dipartimento Igiene ambientale della Fp Cgil, Alfio Leonardi.

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