Cronache

Lo Studentato 95100 compie un anno: prevista mostra sull’abitare

Lo Studentato 95100 compie un anno di autorecupero:  il 12 Febbraio 2018 nasce la prima esperienza a Catania di uno studentato completamente autogestito dagli studenti e le studentesse dell’Ateneo. Prende vita nei plessi di Via Gallo angolo con via Sant’Elena, nell’immobile inutilizzato da circa un decennio-o poco più- di proprietà della biblioteca comunale “Ursino Recupero”.

Per festeggiare il primo anno di questa esperienza, lo Studentato 95100 ha deciso di organizzare, per la giornata di oggi, una mostra estemporanea con la partecipazione di importanti artisti, locali e internazionali, che fanno riferimento al collettivo di artisti “Res Pubblica Temporanea”, da anni in attività operando nei quartieri popolari o nei luoghi abbandonati come S. Berillo o Librino,. La mostra sarà visitabile quest’oggi e nella settimana a seguire: ad inaugurarla è uno striscione di otto metri, che dal terrazzo arriva quasi in strada, dipinto da uno degli artisti.

«Siamo partiti dal mettere in comune le problematiche e i disagi che noi studenti e studentesse annualmente viviamo. Al centro del nostro progetto c’era un disagio principale: il posto letto– dichiara Francesco, abitante dello Studentato 95100- l’ERSU e l’Università di Catania, per varie contingenze, ma soprattutto per la mancanza di fondi erogati dai governi, con un particolare calo negli atenei del Sud Italia, considerati di “serie B”, non riescono a rispondere all’enorme mole di richieste che ogni anno viene presentata. Sono solo circa 680 i posti letto a disposizione, a fronte di migliaia di richieste. Abbiamo così deciso di riaprire questo immobile abbandonato, per metterlo a disposizione della comunità studentesca».

Maria continua: «l’intenzione era quella di dare una risposta immediata al disagio abitativo, che desse da un lato l’esempio e dall’altro potesse denunciare l’inefficienza del sistema attuale. Lo abbiamo fatto, però, con l’idea che abitare un luogo, uno spazio, non significhi semplicemente attraversarlo, come fosse un dormitorio. Pensiamo che invece significhi prendersi cura dei propri luoghi e per questo ci siamo impegnati a migliorare lo stabile (renderlo dunque una casa dello studente efficiente, con stanze ben arredate e servizi funzionanti), ad aprire un’aula studio e uno sportello per gli studenti e a batterci per il diritto allo studio, ma anche a relazionarci con i nostri vicini e le nostre vicine, i quali sin dal primo momento si sono dimostrati solidali».

«È stato un anno intenso e pieno di attività -conclude Andrea- che abbiamo deciso di festeggiare nel migliore dei modi possibili».

E.G.

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Redazione

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