Sport

“Andremo avanti fino alla morte” Lo Monaco determinato su ripescaggio

Il ripescaggio del Catania in serie B non sembra più così sicuro.

Dopo la possibile dichiarazione da parte della FIGC, che nei giorni scorsi aveva assicurato che la lista sarebbe stata formata da 22 squadre, sembrerebbe invece che voglia accontentare le richieste delle società già in B. Una lista composta da 19 squadre. Dunque né il Catania, né il Novara né il Siena  dovrebbero essere ripescate.

Queste tre società hanno dunque organizzato al Ground Plaza di Roma, una conferenza stampa congiunta. Per il Catania la presenza dell’A.D. Pietro Lo Monaco, il presidente Davide Franco e il capitano Marco Biagianti.

«Questa era una conferenza dovuta dalle società interessate al ripescaggio – ha esordito Lo Monaco – alla luce di ciò che si presenta, ovvero una serie B a 19 squadre in barba alla normativa e alle regole. Un atteggiamento basato sul niente, ma che tocca il diritto – e sottolineo il diritto – delle società ripescate. Il ripescaggio è un diritto perché consegue a una normativa che esiste e che nessuno si può permettere di disattendere. Il format dei campionati lo può cambiare il consiglio federale con un anno di preavviso. Cambiarlo ora sarebbe un golpe».

«Si rischia di bloccare tutti i campionati, anche in Lega Pro ci sono i ripescaggi, immaginate cosa sta succedendo in questo momento, che tipo di gironi avranno? Avranno i gironi con le squadre che dovevano essere ripescate o no?» continua l’amministratore delegato.

«Il commissario della B Fabbricini– prosegue Lo Monaco che tende a precisare che il lavoro svolto per rientrare entro le scadenze – non più tardi del 3 di agosto, ha confermato che la B sarebbe stata a 22 squadre. Sono state attivate tutte le procedure del ripescaggio. Le società interessate hanno versato 700 mila euro cash e 1 milione e 200mila euro di fideiussioni. Le società in attesa di ripescaggio hanno contemporaneamente dovuto ottemperare anche agli obblighi per iscriversi alla Lega Pro. Noi siano esposti per 3 milioni e mezzo di fidejussioni»

«Siamo in Italia, dove è possibile tutto e il contrario di tutto. Alcuni giorni fa pare che un dirigente abbia detto che, se non fosse rientrato l’Avellino, il campionato sarebbe stato a 19 squadre. Mi sono messo a ridere»

Se così fosse infatti, l’amministratore delegato assicura che la società si tutelerà legalmente contro tutti, a partire dalla FIGC e dal commissario Fabbricini.

Inoltre se si bloccassero i ripescaggi i danni provocati da tale decisione riguarderebbero proprio tutti: «Noi abbiamo ancora la speranza che il buon senso prevalga e le regole vengano rispettate. Abbiamo subito troppe cose non in linea con le regole. Non ci stiamo. È un sopruso che lede gli interessi di tanti: calciatori, piazze importanti per il calcio che fanno numeri importanti. Nessuno può impunemente bypassare le regole».

«Anche l’Associazione calciatori– prosegue il dirigente- ha preso una posizione chiara. Parliamo oggi perché prevenire è meglio che curare, ma la posizione nostra sarà anche quella degli altri club. Portare la B a 19 squadre produrrebbe danni che vanno al di là di ogni immaginazione. Tutto per dividersi 400mila euro in più toccando gli interessi delle altre componenti».

La campagna acquisti dispendiosa

Inoltre il club etneo, certo della promozione in B, si era lanciato in una campagna acquisti di un certo peso: «Per noi ci sarebbe un danno economico mostruoso, soprattutto per una società che è venuta fuori da una situazione difficile e ha fatto anche una campagna acquisti adeguata, per una piazza come la nostra che merita non solo la B ma anche la A».

E sul possibile interrogativo che la situazione non sia in mani proprio “pulite” Lo Monaco si scaglia in maniera dura:«Ci vuole una mente arguta, orientata al male per concepire quel che è stato prospettato. Mi pare difficile pensare che la serie B nel complesso dei suoi presidenti abbia architettato tutto questo. Ma se si vive sprezzanti delle regole non si fa fatica a immaginare questo. Il sistema ha accettato impunemente che una società di serie A abbia proprietà in altre squadre professionistiche… Le regole vanno rispettate, giuste o sbagliate che siano».

La critica di Lo Monaco, inoltre, si basa su circa un’esperienza di 50 anni nel mondo del calcio: «Nel nostro calcio non si investe, si sperperano i soldi. In Germania, il 50% resta alla squadra, in Italia l’80% va ai giocatori. Se si pongono problemi di sostenibilità, si facciano dei format nuovi nei modi e nei tempi suggeriti dalla legge. Uno non si può alzare la mattina e mettere in piedi un ambaradan del genere. E io non penso affatto che la mente di tutto questo sia tra i presidenti di serie B».

Una chiusura amara per l’amministratore delegato, pronto addirittura a bloccare il campionato per riscattare il passato, il presente e il futuro della sua squadra, che ne ha già passate tante.

 

 

Tags
Mostra di più

Potrebbe interessarti anche

Back to top button

Adblock Identificato

Considera la possibilità di aiutarci disattivando il tuo Adblock. Grazie.