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Il valore della lirica nel mondo: Gianfranco Pappalardo Fiumara

La lirica italiana rappresenta uno dei beni italiani più apprezzati nel mondo: lo conferma la presenza del pianista etneo Gianfranco Pappalardo Fiumara e del tenore Roberto Cresca al teatro di Stato di Chisinau, in Moldavia. I due orgogli siciliani rappresenteranno l’Italia nel corso del prestigioso evento organizzato dall’Ambasciata italiana.

Una riflessione sul ruolo della lirica nel mondo da Gianfranco Pappalardo Fiumara

In occasione di questo importante evento, Gianfranco Pappalardo Fiumara ospite per la rubrica “Un caffè con…” di Alfredo Polizzano esprime il proprio punto di vista circa il ruolo della lirica nella coscienza mondiale.

«Chi ascolta la musica all’estero ha rispetto e considera l’Italia un colosso dell’eccellenza. Noi, invece, a causa della nostra gestione politicamente fallimentare sulla cultura non siamo della stessa opinione. Non abbiamo rispetto della nostra tradizione. Consideriamo spesso la tradizione culturale un capitolo di bilancio e dovremmo evitare di pensarla così. Chi è tenore è tenore, chi canta in teatro non può cantare da Maria De Filippi», afferma il Maestro.

Pappalardo Fiumara, insegnante per due anni di libretto dell’opera italiana in un’università in Corea ha vissuto sulla sua pelle la differenza tra la percezione del pubblico italiano e quello estero. Tutto il mondo vede nel teatro italiano, intenso come piramide organizzatrice, un’istituzione. Lo sviluppo di un vero e proprio “amore a prima” vista, totalmente assente dei fruitori italiani, ha rafforzato il legale tra l’estero e la lirica.

La lirica come bene “principe” dell’Italia

Il pianista considera la lirica come un bene immateriale ma il più importante che l’Italia possiede sotto il profilo culturale. Diverso è anche la concezione che accompagna l’idea di teatro.

«Il teatro della camerata de’ Bardi fino all’Ottocento rappresentava un luogo di condivisione di idee: insomma era l’agorà della società. Il teatro era considerato bene civile: proprio così l’Italia dovrebbe considerare la musica, il fenomeno più presente nella natura dei nostri popoli. La musica non può essere intrattenimento, è impegno sociale. Vedo tantissimi giovani all’estero andare a vedere l’opera italiana che è nobilitante. I fenomeni che abbiamo avuto con verdi, Puccini, sono dei pilastri della musica», conclude Gianfranco Pappalardo Fiumara.

 

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Redazione

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