fbpx
CinemaLifeStyleNews in evidenza

L’inganno di Sofia Coppola non piace a tutti

Elegante, raffinato e stiloso, ma mai oltremisura. Non è un brutto film, ma non è un film per tutti.

L’inganno basato su  “A Painted Devil”, romanzo del 1966 scritto da Thomas P. Cullinan – di cui mantiene il titolo originale- , e remake del film  “La notta brava del soldato Jonathan” del 1971 diretto da Don Siegel e con Clint Eastwood.

La regista Sofia Coppola firma questa pellicola – scrive anche la sceneggiatura – presentata e apprezzata al concorso del Festival di Cannes 2017, vincendo il premio per la miglior regia. Ed è così che Sofia entra nella storia come la seconda donna a vincere il riconoscimento nella storia del festival francese, più di cinquanta anni dopo la prima, Yuliya Solntseva.

Un film che divide la critica e altrettanto il pubblico in sala. Sofia Coppola o la si ama o la si odia. Il suo modo di dirigere, di scrivere la sceneggiatura, di curare i dettagli, le atmosfere è la sua cifra stilistica. Ed è qui la sua bravura, per alcuni il suo limite che rende i suoi film tutti uguali e tutti meri esercizi di suite, crea l’ambiente in ogni piccolo particolare, dirige in modo distaccato mostrando l’umanità dell’uomo e della donna. Per alcuni questo suo modo di dirigere viene scambiato come freddezza.

La storia è nota per chi ha letto il romanzo, o per chi ha visto il film di Siegel con Clint Eastwood. Siamo in Virginia durante la Guerra di Secessione Americana. Siamo in un collegio femminile, il Farnsworth Seminary, dove le studentesse di diverse età sono sotto l’attenta direzione di Miss Martha, interpretata da Nicole Kidman. La vita scorre lenta, in modo quasi noioso e ripetitivo, volutamente ripetitivo e noioso. Il tempo è scandito da lezioni di francese, di rammendo, preparazione del pasto, preghiere, e qualche intervallo musicale. L’arrivo di un soldato ferito trovato nel bosco e bisognoso di cure John McBurney, interpretato da Colin Farrell, inevitabilmente spezzerà la routine e non solo.

L’uomo seppur del fronte nemico –  come dice Miss Martha, per imparare una lezione di carità cristiana – riceve rifugio, ospitalità, cure e attenzioni, troppe attenzioni. La presenza maschile innescherà un turbinio di diffidenze, gelosie, sospetti, che culminerà nella decisione di una inquietante e drammatica scelta finale.

Un film che è un analisi dell’animo umano, tra pulsioni represse, gelosie malcelate, paure insondabili, diffidenze incontrollabili. Un viaggio angoscioso e inesorabile che condurrà lo spettatore così come i protagonisti negli abissi della coscienza umana.

Sofia Coppola è straordinaria nel lasciare fuori la guerra e i suoi orrori, e lo fa volutamente tenendoli nello sfondo, non si vede la guerra, ma si percepisce evocata soltanto da cupi, felpati, ritmici colpi di artiglieria.

Maestria va riconosciuta al lavoro che la regista ha svolto nella costruzione dell’immagine, la ricostruzione dell’ambiente, della villa del sud con le sue querce e le sue colonne, i suoi interni, le luci delle candele, il tutto reso perfetto dal direttore della fotografia Philippe Le Sourd.

Le atomsfere sono languide, decadenti, cupe e morbose, molte le analogie con – il modo di raccontare di Sofia Coppola –  Il giardino delle vergini suicide “.  L’inganno è elegante, raffinato e stiloso, ma mai oltremisura.

La natura domina, i rampicanti, le erbacce, il giardino incolto. Un sorta di metafora della natura umana, con il suo istinto di sopravvivenza, istinto primordiale che prende il sopravvento. Il tutto con toni, pacati ed equilibrati, dialoghi essenziali, ironia crudele e affilata. Parole, gesti, pulsioni che si animano sotto corsetti e abiti di crinolina, spalle mai scoperte.

Alcuni oggetti di scena sono stati deliberatamente danneggiati per rendere il clima di incuria e povertà creato dalla guerra: le posate d’argento sono state ossidate e annerite, gli abiti lasciati al sole a scolorarsi, perché nessuno poteva vantare i ricchi guardaroba di un tempo, né trovare il tempo per lucidare l’argenteria.

E il film sembra dividersi in due tempi, in un prima e un dopo e il passaggio avviene con leggerezza, raffinatezze e garbo. La prima parte più lenta e descrittiva la seconda tra colpi di scena e psicologia, che tocca i toni dark di un thriller femminista.

Ci sono molti interrogativi su quanto film, alcuni punti non convincono come l’interpretazione di lui Colin Farrell che non riesce a esprimere al meglio il suo tormento. Non convince neanche il suo alternare dialoghi da salotto per bene – lui rozzo contadino in guerra per caso- a impeti di rabbia follia e delirio. Nicol Kidman resta sempre perfetta per questi ruoli, algida e sempre sotto controllo, pacata e decisa. Ma non si capisce se agisce per reale necessità o per vendetta. La musa della regista Kristen Dunst, qui nel ruolo di una ragazza di città che è come un pesce fuor d’acqua in questo collegio che per lei è una gabbia da cui fuggire, brava e misurata. E ancora Elle Fanning acerba Eva tentatrice che vuole crescere e discapito delle regole del tempo.

Le diverse protagoniste femminili, nelle diverse fasce di età sembrano proiettare le diverse fasi che attraversa una donna durante la sua vita e la sua educazione. Forse per questo si associa Sofia Coppola a tematiche femministe.

Ma c’è di più, è un film che va visto e va capito, ma non tutti ci sono riusciti.

Trailer L’inganno 

 

 

 

Mostra di più

Giada Condorelli

Un incrocio di razze, culture e religioni, fa di me una curiosa cronica. Padre siculo normanno, da Lui eredito creatività ed amore per l'arte in tutte le sue forme. Madre libica di origine armena, da Lei eredito la forza di volontà ed il valore dell'arricchimento reciproco. Una Laurea in Politica e Relazioni Internazionali, un matrimonio d'amore, un Blog e infiniti sogni. Del multitasking ho fatto una filosofia di vita. Appassionata di moda senza esserne schiava, beauty addicted, amante del healthy food, per necessità, con mise en place chic! Foto e lifestyle sono parte integrante delle mie giornate...Pinterest ed Instagram la mia ossessione. Riesco a trovare la bellezza in ciò che vedo e la positività in ciò che accade. "L'eleganza è la sola bellezza che non sfiorisce mai" ( Audrey Hepburn )

Potrebbe interessarti anche

Back to top button