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Cronache

L’infinita tristezza domenicale di Gandolfini

“Siamo andati a questo “raduno omofobo oscurantista e abbiamo trovato una sala piena di bigottume fatto affluire con pullman organizzati da……

L’ingresso non ci è stato vietato ma, alla nostra richiesta di intervenire ci è stato riferito che occorreva compilare un modulo ove scrivere SOLO le domande che si volevano porre a Gandolfini, domande soggette a censura e che in ogni caso sarebbero state lette dal “moderatore” del raduno.

Ovviamente ce ne siamo andati anche perché l’aria era sufficientemente mefitica.
Grande assente al raduno: la Cultura ma è una assenza fisiologica e doverosa in siffatte tristi adunate.

All’uscita il nostro responsabile giovani Isidoro Blac mentre faceva volantinaggio (con il testo che segue) è stato aggredito verbalmente e quasi fisicamente da un energumeno invasato dalle “teorie Gandolfini” e prontamente difeso dalla possanza “maschia” e presidenziale del nostro mitico Dario de Felice e dall’intervento della Digos sempre attenta e professionale.
Che dire? Tanta tristezza!P.S. Alleghiamo foto presidenziale con squallido trofeo.

“Queste le parole che quasi sicuramente non mi verrà consentito pronunziare in nome dei sani principi democratici di chi teme questo confronto o qualunque altro confronto, in occasione del convegno organizzato da Gandolfini & Complici alle Ciminiere, luogo pubblico ricadente nella giurisdizione della Provincia Metropolitana di Catania, incautamente assegnato e ancor più incautamente patrocinato.

Sig. Gandolfini (in seguito Le spiegherò perché non posso riconoscere il suo titolo accademico), desidero ringraziarla vivamente per la sua presenza qui a Catania, per le parole che vorrà pronunziare da un luogo pubblico, anche se il cui affitto è stato pagato (da chi e con quali risorse???), ma certamente assegnatole incautamente e addirittura corredato da un ancor più incauto patrocinio, atteso che patrocinare significa fare proprio il contenuto di ciò che si va a patrocinare.

Perché sento di doverla ringraziare? Mi spiego subito.
Ella ha opportunamente voluto tenere il suo raduno il 15 maggio, ben sapendo che tale data sarebbe stata di poco conseguente all’approvazione del DDL Cirinnà e di poco antecedente il 17 maggio giornata mondiale contro l’Omofobia della quale Lei è un autentico e autorevole rappresentante.

La ringrazio, dunque, perché la sua presenza e le “cosine” che dirà rappresentano in effetti un corso teorico-pratico per tutti coloro che operano e si battono contro l’omofobia, un esempio ottimo di ciò che dobbiamo superare e allontanare da ogni società che vuole essere civile, solidale, inclusiva.

Le spiego, come detto in premessa, perché non posso riconoscerle un titolo accademico: veda Sig. Gandolfini un titolo accademico è un riconoscimento scientifico che Ella non merita poiché le sue teorie contrastano proprio quella scienza ufficiale, quella ad esempio dell’Ordine degli Psicologi, che lei nega.

Contrastano quanto sancito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità OMS che proprio il 17 maggio 1990 ha eliminato l’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali.
Contrastano le direttive del MIUR Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca che ha espressamente negato l’esistenza della teoria “gender” a lei e sodali tanto cara.
Ecco a ciò occorre aggiungere che nemmeno il titolo di “Signore” dovrebbe essere attribuito poiché lei viene ad affermare che “gli omosessuali che tentano il suicido vivono quello che lei definisce “Disagio identitario” e che per questo l’educatore debba intervenire per correggerlo” (cosine da ella formulate durante la conferenza “Sapere per Educare”, organizzata dal Comitato Articolo 26).

E lo viene a dire qui a Catania a distanza di appena una settimana dal suicidio di un ragazzo avvenuto in Puglia, toltosi la vita per non essere stato accettato dalla famiglia, quella che lei e sodali vorrebbero imporre alla società come un modello naturale e tradizionale da seguire, un modello di famiglia dove la sposa è sottomessa allo sposo e ne esegue i voleri in tutto e per tutto, costi quel che costi.

Le sue teorie, Gandolfini (tolto anche il Sig. per le ragioni premesse) contrastano anche con la nostra civiltà e i principi dello Stato e della sua costituzione violando apertamente l’art.3 della Carta fondamentale, tanto che l’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, oggi Presidente Emerito, ebbe a pronunziare il 17 maggio 2013 “Come ho più volte ribadito la denuncia e il contrasto all’omofobia devono costituire un impegno fermo e costante non solo per le istituzioni ma per la società tutta”.

E solo qualche giorno fa il presidente, Barack Obama, ha condannato senza mezzi termini le cosiddette “teorie riparative”, vale a dire quelle “cure” psichiatriche, ma anche coercitive, che vorrebbero correggere l’omosessualità o, meglio, l’orientamento sessuale di persone gay, lesbiche e bisessuali e l’identità di genere delle persone transessuali. Come se tutto fosse una malattia, cosa che invece non è.

Le sue “cosine”, Gandolfini, contrastano anche i principi cristiani e glielo spiego da cattolico praticante quale sono: Vangelo significa “buona notizia” e la buona notizia, Gandolfini, è che Dio ci ama, ama ognuno di noi, si Gandolfini ciascuno di noi non soltanto lei e sodali, di un amore speciale, di un amore che nelle Scritture viene esaltato e posto come il primo dei comandamenti, quell’amore che fa dire al biblista che “Dio ha inciso sul palmo della Sua mano il nome di ciascuno di noi”, anche il suo, Gandolfini, perché Dio è Amore, quell’amore che lei e sodali nega con le cosine che va dicendo.

E per restare in tema, ci piacerebbe avere conferma del mandato conferitole dal Papa, mandato da ella tanto vantato e che a noi risulta davvero poco credibile perché:
il Papa, secondo il mandato che lei millanta, avrebbe contraddetto il tema dell’anno giubilare, la Misericordia, assegnandole il compito di curarci trattandoci quindi da malati, negando i principi scientifici che certo il Santo Padre conosce bene, ma soprattutto negando il valore della fraternità, dell’amore, dell’accoglienza, negando soprattutto le stesse parole pronunziate “chi sono io per giudicare”, fermo restando che noi non necessitiamo di misericordia ma solo di amore come tutti quanti noi, lei incluso.
Ragioni per le quali riteniamo che lei abbia millantato il mandato solo immaginificamente assegnatole, anche perché Bergoglio è un gesuita e non uno sciocco che si affiderebbe così incautamente nelle sue mani e dei suoi discutibili sodali.

In merito proprio ad alcuni suoi sodali e partners nel family day: mi piacerebbe sapere come un “santo uomo” come lei desidera apparire possa annoverare appunto fra i propri sodali e complici tipi come un Adinolfi, pluridivorziato e sposato in un casino di Las Vegas (questo glielo avrebbe lei raccontato al Santo Padre???), o come un Gianfranco Amato che, come egli stesso ha dichiarato, ha lasciato una proficua professione forense per dedicarsi alla missione di curare noi froci, sostenuto economicamente solo da “amici e dalla Provvidenza” (anche questo lo ha detto al Papa?).

Al riguardo, scusi se torno a un interrogativo iniziale: ma questo convegno con relative spese di location, viaggi etc.. chi lo ha pagato? “gli amici o la Provvidenza”? Sarebbe ella così gentile e trasparente da pubblicare i suoi bilanci attestanti le entrate con relative provenienze e le spese?

E sempre a proposito di sodali ci dica qualcosa dei suoi supporters:
• la Lega Nord: l’On.le Nicola Molteni lunedì scorso alle 17,05 alla Camera l’ha definita uomo della provvidenza. Anche lei Gandolfini? Ma questa provvidenza è davvero grande e magnanima: mantiene Amato e illumina lei; ma il Papa lo sa che lei è magnificato dalla Lega razzista? La lega che certo non può, in nome dei suoi principi politici, celebrare il giubileo della Misericordia;
• Casa Pound: lo sa chi sono?? Si certo che lo sa, sono il popolo delle sentine-lle in piedi che la venerano;
• Forza Nuova: ma lei lo ha detto a quel sant’uomo di Bergoglio chi sono e che le sono così tanto “vicini vicini”??

Beh credo di poter concludere qui, assicurandole che nelle mie preghiere mi ricorderò di lei che di preghiere ha certo molto bisogno soprattutto per lavarsi la …. coscienza..per quei suicidi che sono indotti dalle sue parole, dalla sua propaganda, essendo lei e sodali con le vostre teorie i mandanti di questo orrore.

Ma nutro la speranza, una delle virtù teologali, che lei, si proprio lei Gandolfini, possa guarire dalla malattia dell’omofobia, questa si che è una malattia, e se ce lo consentirà noi froci potremo curarla con la nostra simpatia, fantasia e buona volontà.

Certo è difficile ma noi, Gandolfini, siamo tipi tosti, non disperi, con il nostro aiuto anche lei può avere speranze e con lei tutti coloro che le stanno vicino.”

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Redazione

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