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L’inclusione sociale è sfruttamento dei poveri

Niscemi – In questi giorni a Niscemi stanno lavorando delle persone, per lo più impiegate nella manutenzione, per un periodo di tre mesi, per 5 ore al giorno e 5 giorni a settimana alla paga di 5 euro l’ora.

Si tratta di persone estremamente povere impiegate nel progetto “inclusione Sociale”; in altre parole a questi cittadini estremamente poveri viene data la possibilità di sopravvivere per tre mesi l’anno con soldi erogati dalla Regione ed a beneficiarne sono i Comuni i quali se dovessero impiegare delle ditte esterne per fare questi lavori dovrebbero sborsare fior di quattrini.

Apparentemente questi progetti sembrano caritatevoli, in realtà sono opere diaboliche perchè legalizzano la riduzione dell’essere umano alla condizione di schiavitù; cento euro a settimana sono neanche 15 euro al giorno. Si evinche che con questa cifra una persona riesca a malapena a sopravvivere; nonostante ciò sempre più disgraziati fanno la domanda per essere inclusi, questo perchè la fame è tanta e per sopravvivere si fa qualsiasi cosa.

Oggi giorno i Nuovi Poveri, si tratta per lo più di persone che sono state in carcere e stenanto ad inserirsi nel mercato del lavoro o di donne che hanno i mariti reclusi, sono talmente poveri che nono sono nemmeno in grado di trattare le loro condizioni di lavoro;  si lavora e si sputa sangue con pico e pala basta che si mangia per non morire giusto per non morire.

La cosa peggiore è che a queste persone non vengono versati quel minimo di contributi a fini pensionistici e di disoccupazione; questo si chiama far lavorare la gente in nero e ciò lo fanno proprio i Comuni che dovrebbero essere esempio di legalità e trasparenza.

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