fbpx
EditorialeNews

L’inaugurazione dell’Urp: che la farsa continui!

Riparte una settimana, dopo i “botti” della scorsa. A Palazzo degli Elefanti, la “scienza” supera ormai ogni immaginazione. Così per la messinscena dell’apertura dell’Urp a Palazzo dei Chierici si è scomodato persino Sua Maestà il sindaco Enzo Bianco, con vestito di ordinanza nonostante il gran caldo, attorniato dal cerchio magico (tragico) schierato al completo, giornalisti dell’ufficio stampa abusivi compresi.

D’altronde, la propaganda vuole la sua parte, in quell’ormai triste set cinematografico degno dell’“Istituto Luce” che ai catanesi somministra le quotidiane polpette avvelenate delle falsità dell’informazione di Palazzo. Lo spettacolo del finto rilancio dell’Urp è stato montato: flash, foto, comunicato pieno di aggettivi roboanti e pacche sulle spalle. Ciak, si gira il tardivo ripescaggio di un Ufficio che prima è stato volutamente affossato rimescolando le carte come fossimo ai giochi di prestigio. Così, in una mattina di giugno abbiamo assistito, quasi abbagliati, alla farsa dell’inaugurazione di un Ufficio per le Relazioni con il Pubblico che il sindaco Bianco, appena insediato, ha colpevolmente sloggiato da Palazzo degli Elefanti per confinarlo negli angusti e quasi irraggiungibili locali di piazza Matteotti, accanto alla Questura, abbandonandolo al suo destino.

Un allontanamento dal Palazzo dell’Ufficio per i rapporti con i cittadini, preceduto dalla cacciata nell’estate del 2013 di chi quell’ufficio aveva il compito di dirigerlo e che nel 2011 lo aveva riorganizzato, valorizzando strutture e personale. Ora, dopo quasi quattro anni di abbandono, improvvisamente la ri-scoperta dell’Urp. Giusto per farne, a pochi mesi dalle elezioni, un altro strumento di propaganda, come l’Ufficio Stampa. E questo non prima di avere allontanato il capo ufficio stampa che illegittimamente era stato relegato negli insalubri locali del vecchio Urp: Nuccio Molino non deve stare all’Ufficio Stampa, ma non deve andare neanche all’Urp di Palazzo dei Chierici!

La “fatwa bianchista” decreta che il giornalista, conosciuto da tutti a Catania, deve stare lontano da piazza Duomo, una vera e propria “Versailles” aperta solo ai cortigiani. Guidata dal capo di gabinetto Beppe Spampinato e dal suo vicario Gianluca Emmi la sventurata Corte annuì: Molino deve sparire perché è pericoloso! Risate. Non bastava il delitto di (piazza) Matteotti! Meglio che stia alle politiche comunitarie a Palazzo Gandolfo. Chissenefrega! E bravi i democratici, quelli che a parole si battono per i diritti e la legalità! Il sipario sull’Urp rimescolato per ora può anche calare, alla prossima avventura della propaganda. L’inaugurazione dell’Urp a Palazzo dei Chierici: una triste farsa!

 

Mostra di più

Marco Benanti

45 anni, ex operaio scaricatore alla base di Sigonella, licenziato in quanto “sgradito” al governo americano per “pensieri non regolari”, ex presunto “biondino” dell’agenzia Ansa, ex giocatore di pallanuoto, ex 87 chili. Soggetto sgradevole, anarchico, ne parlano male in tanti, a cominciare da chi lo ha messo al mondo: un segno che la sua strada è giusta. Ha, fra l’altro, messo la sua firma come direttore di tante testate, spesso solo per contestare una legge fascista di uno Stato postfascista che impone di fatto un censore ad un giornale (e in molti hanno, invece, pensato che lo ha fatto per “mettersi in mostra”). E’ da sempre pubblicista, mai riconosciuta alcuna pratica per professionista, nemmeno quelle vere. Pensa di morire presto, ma di lui – ne è certo- non fregherà niente a nessuno. Nemmeno a lui.

Potrebbe interessarti anche

Back to top button