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L’Imam di Firenze a Catania: Vogliamo intesa con l’Italia

Le confessioni che con lo Stato Italiano abbiano stipulato un apposito accordo, ossia l'”intesa” ex articolo 8 della Costituzione sono numerose, tra queste: la Tavola Valdese, l’Unione delle Chiese cristiane avventiste del settimo giorno, le Assemblee di Dio in Italia, l’Unione delle Comunità ebraiche italiane, l’Unione cristiana evangelica battista d’Italia, la Chiesa evangelica luterana in Italia. In pratica vi rientrano gran parte dei culti protestanti e la religione ebraica che vengono ad essere disciplinate da leggi specifiche ispirate ai principi costituzionali.

Non esiste nessuna intesa con gli islamici «eppure l’islam è la seconda religione professata in Italia» spiega all’Urlo Izzedin Elzir imam di Firenze e presidente Nazionale dell’Ucoii a Catania in occasione del 13 congresso sull’Islam.

«Per l’islam vige una disciplina del 1929, abbiamo bisogno di una legge nuova sulla libertà religiosa che rispetti la nostra costituzione che è postuma» afferma.

A fronte di istanze sociali nuove, la normativa di base che ci si trova ad applicare per la religione musulmana è ancora quella del periodo fascista sui “culti ammessi”.

«Con il mondo islamico non si fa un’itesa perchè si dice manchi una rappresentanza unica – dichiara Izzedin Elzir – in realtà si tratta di una scusa. Perchè con i protestanti (che sono più divisi dell’islam NdR) è stato possibile fare degli accordi».

«Si tratta di una patata bollente per i politici italiani che pure hanno fatto due intese con i buddisti e mai con la seconda religione più pratica».

«Non c’è il coraggio di governare una realtà nuova in Italia, si vuole vivere sull’emergenza – aggiunge – mentre invece la regolamentazione dei rapporti tra Stato e islam vorrebbe dire anche responsabilizzare i musulmani. Si chiede alla nostra comunità di essere coraggiosa dinnanzi agli atti terroristici ma sono io che chiedo alla politica italiana di essere coraggiosa facendo altrettanto la sua parte.»

L’Imam di Firenze chiede un’assunzione reciproca di responsabilità invocando un’intesa che, secondo il presidente dell’Islam in Italia, riconoscendo dignità alla fede musulmana responsabilizzerebbe gli stessi islamici verso l’Italia.

«D’altro canto alla base dell’intesa potrebbe esserci come prima cosa il trasferimento della pratica del culto che oggi avviene in sale di preghiera, centinaia in Italia, che altro non sono che sotto scala e garage. Non si addice alla comunità islamica, un cosa del genere, non si addice neanche all’Italia che pure è il paese dell’arte, dell’architettura e della cultura.»

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Fabiola Foti

36 anni, mamma di Adriano e Alessandro. Giornalista da 18 anni, può testimoniare il passaggio dell'informazione dal cartaceo al web e, in televisione, dall'analogico al digitale. Esperta in montaggio audio-video e in social, amante delle nuove tecnologie è convinta che il web, più che la fine dell'informazione come affermano i "giornalisti matusa", rappresenti una nuova frontiera da superare. Laureata in scienze giuridiche a Catania ha presentato una tesi in Diritto Ecclesiastico. Ha lavorato per: TRA, Rei Tv, Video Mediterraneo, TeleJonica, TirrenoSat, Giornale di Sicilia. Regista e conduttrice del format tv di approfondimento Viaggio Nella Realtà. Direttore di SudPress per due anni. Già responsabile Ufficio Stampa per Società degli Interporti Siciliani e Iterporti Italiani. Già responsabile Comunicazione e Social per due partiti. Attualmente addetto stampa del NurSind Catania, sindacato delle professioni infermieristiche. Fondatore della testata online L'Urlo.

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