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Liberi consorzi ko, l’Ars appoggia le Province

Province si, Province no. Alla fine, dopo due anni di tira e molla, l’Ars ha deciso di non andare avanti con la rivoluzione annunciata dal presidente Crocetta. Il ddl che avrebbe trasformato le province siciliane in sei liberi consorzi e tre città metropolitane (Catania, Messina e Palermo) è stato bocciato. Con voto segreto, il parlamento regionale ha deciso di appoggiare l’emendamento del Movimento 5 Stelle, che prevedeva la soppressione dell’articolo 1 del disegno di legge per l’abolizione degli enti intermedi.

Ad opporsi ai sogni del presidente, in 36 parlamentari contro i suoi 22 fedelissimi. Una maggioranza che non esiste più, quindi, e che si divide anche nei temi cardine della campagna elettorale.

“Quanto è accaduto riguardo al ddl sulle Province, è semplicemente allucinante – ha dichiarato in una nota Crocetta – spero che non sia occasione per attribuire al governo della Regione responsabilità che non ha”.

Di diverso avviso i grillini che hanno commentato con soddisfazione il risultato, “ma che soprattutto ribadisce la reale portata di un governo e di una maggioranza Brancaleone che possono solo arrecare danni alla Sicilia”.

“Noi del Movimento 5 Stelle – dice il capogruppo Salvatore Siragusa- abbiamo creduto fino all’ultimo ad un epilogo del genere, tant’è che abbiamo spinto per rimanere in aula e votare. La maggioranza ora cercherà di mettere assieme i suoi cocci, ma è sempre più evidente la Sicilia in questo modo non ha altre prospettive che non siano le urne”.

 

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