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Levante: accattivanti melodie pop

Sguardo magnetico e voce graffiante, ma non solo. Claudia Lagona, meglio nota come Levante, è una delle novità più interessanti del panorama cantautorale nostrano. I suoi brani, un mix di gioia, vitalità e tristezza, descrivono quel vivere quotidiano in cui tutti possono riconoscersi, avendo inoltre il pregio di essere figli di reali esperienze di vita.

Niente in Levante appare artefatto o costruito a tavolino ed anche dal punto di vista prettamente musicale, pur non percorrendo strade particolarmente originali, la cantautrice dimostra vivacità e freschezza non comuni.

Riavvolgiamo il nastro. Levante nasce in Sicilia nel 1987 e trascorre l’infanzia in quel di Palagonia (CT). Come racconta lei stessa, fin da bambina ama le luci della ribalta e la musica si rivela compagna fedele e necessaria, sia nei momenti felici che in quelli più bui. A soli nove anni perde il padre, tragico evento che ne stravolge l’esistenza.

Copertina dell’album Manuale distruzione (2014)

Successivamente, con la madre si trasferisce a Torino, città dove comincia ad inseguire il suo sogno con sempre maggiore caparbietà. Non mancano gli errori e in qualche occasione, mal consigliata, si ritrova a doversi adeguare a percorsi artistici nei quali non si riconosce. Il successo è comunque ormai dietro l’angolo.

Siamo nel 2013 e decisivo si rivela l’incontro con Davide Pavanello (per intenderci, il Dade bassista storico dei Linea 77) e l’etichetta discografica INRI, ma ancor più decisivo è il fatto che finalmente, dopo tanta gavetta, Levante (se ve lo state chiedendo, a chiamarla così fu una ragazzina durante una caldissima estate siciliana di tanti anni fa) ha trovato la sua cifra stilistica, riuscendo a dare vita a canzoni che la soddisfano pienamente (la prima pare sia stata La scatola blu).

Alfonso, singolo che anticipa l’album Manuale distruzione (2014), è il brano della svolta. Un pezzo pop dalla melodia accattivante (è il racconto di una bizzarra festa dove viene fuori tutta l’insofferenza e la solitudine della protagonista) e con un ritornello che non si dimentica facilmente (Che vita di merda / Ma che cosa c’entra il bon ton? / Ho riso per forza ho rischiato di dormirti addosso / Alfonso, tanti auguri ma non ti conosco). Un vero e proprio tormentone di cui si accorgono Max Gazzè (Levante apre i concerti del suo Sotto Casa Tour) e Fiorello che la invita alla sua Edicola.

Nei vari episodi di Manuale distruzione (segnaliamo almeno la notevole Come quando fuori piove), oltre a testi non banali, troviamo un sound in divenire, in parte ancora dipendente da modelli riconoscibili (pensate alla Carmen Consoli che fa capolino in pezzi come Le margherite sono salve e Non stai bene, a Cristina Donà oppure ad Alanis Morrisette), ma non privo di personalità.

Copertina dell’album Abbi cura di te (2015)

Dopo essere stata finalista del Premio Tenco ed aver firmato per la Carosello Records, Levante nel 2015 pubblica il suo secondo disco, Abbi cura di te. La direzione presa appare subito chiara: pur non rinunciando ad un pop melodico di facile presa (ad esempio, ascoltate Ciao per sempre e Le lacrime non macchiano), gli arrangiamenti si fanno più ricchi con inserimento di archi e una sezione ritmica resa dominante da un’elettronica forse un po’ invasiva.

Anche in quest’occasione la scrittura delicata ed incisiva dell’artista ne dimostra lo spessore e conferisce una marcia in più a tutto il lavoro. Levante del resto emoziona con le parole e non è casuale che questa sua propensione sia sfociata, lo scorso gennaio, nella pubblicazione del suo primo romanzo, Se non ti vedo non esisti (Rizzoli).

Infine, in attesa del prossimo album, Nel caos di stanze stupefacenti, in uscita il 7 aprile, Levante ha lanciato il nuovo singolo, Non me ne frega niente. Brano molto orecchiabile che su YouTube trovate in una versione acustica, voce e chitarra, che, a nostro parere, si lascia preferire a quella in studio.

 

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