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L’estorsione di Capomulini

La grande estorsione di Capomulini è il parcheggio.

Di giorno meta prediletta di bagnanti, a pranzo e a cena punto di riferimento per gustare il pesce in uno dei numerosi locali, non c’è proprio modo di trovare parcheggio per l’automobile.

Capomulini è come quei grandi centri residenziali che nascono senza servizi: costruire una casa senza predisporne la fogna (elemento essenziale NdR).

L’unica soluzione per trovare posteggio è quella di rivolgersi al parcheggio privato al di sotto del faro. Lasciare la macchina altrove significa assicurarsi un verbale, perchè Capomulini, neanche a dirlo, è ben presidiata dai vigili urbani.

4 euro, indipendetemente dal tempo di sosta. Entrate al posteggio, posizionate la vettura e passate subito dalla cassa dove un tipo burbero incasserà la somma non indifferente di denaro. Non solo la cifra esorbitante estorta perchè non esiste luogo dove parcheggiare ma per di più non viene neanche rilasciata la ricevuta. Viene da pensare al film di Albanese “Qualunquemente” la scena in cui il poliziotto chiede una ricevuta a Cetto la Qualunque e questi per tutta risposta tira fuori, dopo ricerca affannosa, un blocco impolverato. L’impressione però al parcheggio di Capomulini è che il blocco di ricevute neanche esista; chiaramente dopo questo articolo, se non sono troppro sfrontati, il blocchetto magari lo metteranno alla “cassa”, qualcuno consiglierà di tenerlo almeno a disposizione, ma ancora richiamando il personaggio di Albanese “Ragioniere, quante volte te lo devo dire che le tasse sono come la droga, se le paghi una volta, anche solo per provare, finisci che ti prende la voglia!

Quindi mentre la polizia municipale vigila affichè le macchine non vengano messe al di fuori dei pochissimi stalli previsti a Capomulini, nessuno controlla chi nel frattempo percepisce lauti guadagni totalmente in nero.Nel frattempo, anche se posto a distanza dal centro, il comune decide tiene chiuso il parcheggio pubblico all’ingresso di Capomulini.

 

 

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Fabiola Foti

36 anni, mamma di Adriano e Alessandro. Giornalista da 18 anni, può testimoniare il passaggio dell'informazione dal cartaceo al web e, in televisione, dall'analogico al digitale. Esperta in montaggio audio-video e in social, amante delle nuove tecnologie è convinta che il web, più che la fine dell'informazione come affermano i "giornalisti matusa", rappresenti una nuova frontiera da superare. Laureata in scienze giuridiche a Catania ha presentato una tesi in Diritto Ecclesiastico. Ha lavorato per: TRA, Rei Tv, Video Mediterraneo, TeleJonica, TirrenoSat, Giornale di Sicilia. Regista e conduttrice del format tv di approfondimento Viaggio Nella Realtà. Direttore di SudPress per due anni. Già responsabile Ufficio Stampa per Società degli Interporti Siciliani e Iterporti Italiani. Già responsabile Comunicazione e Social per due partiti. Attualmente addetto stampa del NurSind Catania, sindacato delle professioni infermieristiche. Fondatore della testata online L'Urlo.

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