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L’eros drammatizzato di Milena Bianca Gori fonda radici in Stephen King – L’intervista

L'attrice latinense spopola con un progetto che richiama il clown cattivo.

Milena Bianca Gori classe (tanta), ’82, guerriera e tenerissima al contempo, il suo sguardo, degno interprete di degna professione è così bello come bello lo è fuori dai riflettori. Le pose, la recita, il doppiaggio, il tutto dove viene scelta, è straordinariamente interpretato con impegno e audacia. Il suo punto di forza? Più di uno: dal fascino di serie tv quali Twin Peaks , The Visitors , X – Files a due mostri sacri della letteratura horror gothic noir: Stephen King e Howard Phillips Lovecraft. Ed eccoci spiegata la classe, la tanta verve e i tanti progetti che la coinvolgono!

 

Da Latina a Roma, cosa succede?

«Dopo aver concluso gli studi classici, intenzionata a trovare lavoro a Roma presso Cinecittà, inizio a svolgere diversi colloqui, fino a quando vengo scelta per uno stage come segretaria di edizione; da allora inizio a studiare tutte le tecniche e le tempistiche necessarie per il lavoro sui set cinematografici, coniugando lavoro e passione verso questo mondo».

«Standoci a stretto contatto, con questo mondo, poco alla volta mi avvicino sempre di più a studi più approfonditi verso la recitazione e il doppiaggio, acquisendo una familiarità sempre maggiore , grazie anche a partecipazioni a diversi progetti o laboratori dove perfeziono sempre di più le mie capacità, fino ad arrivare ai miei studi più recenti, presso l’Accademia di arte drammatica “Il Menandro”, dove conseguo definitivamente il diploma di attrice».

Solo la passione per il gothic seriale e il noir horror letterario, ti ha seriamente “contaminato” per quest’arte?

«Non propriamente. Contestualmente ho ricevuto da mia madre la passione per i grandi classici del cinema italiano girati da registi quali De Sica, Rossellini, Monicelli, Fellini. Prendi film come ”La ciociara”, “L’amore”, “La dolce vita”, insomma ti segnano e ti dicono che quella è la strada!»

Una strada intrapresa subito, tanto da metterti in scena sin da bimba in ruoli drammatici…

«…passione verso la recitazione mi ha spinto oltre: i primi ruoli drammatici li ho interpretati a 13 anni, nella Sacra Rappresentazione del Venerdì Santo…»

 

…nel tuo paese di origine e succede qualcosa di straordinario.
«Per me fu anomalo, mi piaceva recitare, ma il riconoscimento e l’acclamazione a livello internazionale, mi impressionarono».

 

 

Passa qualche anno e ci ritroviamo davanti ad una donna bellissima… a 16 anni, che succede?

«Succede che intraprendo il percorso da modella attraverso sfilate per diversi brand per e a seguire poso da fotomodella per i primi semi-professionisti della fotografia, prima nella mia regione, poi giungono le chiamate da parte di tutto lo stivale. Come modella nel frattempo, poso per professionisti della fotografia, diventando protagonista di diversi loro progetti esposti in mostre e articoli di riviste di fotografia riconosciute. Poserò anche per i primi artisti, tra i quali coloro che si dedicano alla realizzazione di locandine di film internazionali».

Il cinema, i doppiaggi, la Rai…?

«Il desiderio di voler intraprendere anche la carriera di attrice, mi porta ad iniziare con il teatro. Come ti dicevo, presso l’accademia d’arte drammatica ”Menandro”, dove ho affinato espressività artistiche e ho appreso molto nell’improvvisazione che metterò in pratica sia sul palco che nel mio lavoro di fotomodella, che frattanto è proseguito, permettendomi di diventando un’artista della “poesia visiva”…».

…una cavalcata verso?

«Mi ritrovai a essere coautrice di performance live in fotografia e di recente anche di mostre d’arte».

Diversi quelli che abbiamo apprezzato. In riferimento a King, quello di “Clown” è davvero forte e violento e ci sono delle scene dove interpreti ad hoc assieme a Vincenzo Zeno, straordinario interprete del personaggio “clown”, momenti di alto edonismo del carnefice e sprofondato dolore della sacrificata. Lascerei agli scatti di Enzo Truppo, una tua risposta, ma prima desidero che introduci: accattivante, determinata, erotica, disperata, ferma, decisa: chi sei se non la controparte di chi ti ha iniziato attraverso i suoi libri?

«Ti dico che in ogni scatto mi esprimo con l’intento che chiunque lo osservi, possa provare le mie stesse paure, sentimenti, insicurezza, angosce, come se fossi un personaggio uscito dalla penna di Stephen King. Lui vuole che ogni lettore riviva istanti delle sue vittime e personaggi, proprio come me quando mi esprimo, come se Stephen mi guardasse dall’alto: essendo la sua marionetta!»

E approfondiamo con questi libri. Nello specifico del progetto “Clown”, c’è attinenza tra il clown che ti risucchia in un limbo e il famoso IT di Stephen King?

«Dunque in ordine, mi appassiono alla lettura di romanzi, in particolare il genere horror di autori come Lovecraft e Stephen King. Quest’ultimo, mi ha folgorata, ne leggo la biografia: da giovanissimo si appassionava al suo genere guardando film basati sugli extraterrestri proprio come accaduto a me con Visitors ad esempio».

 

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Salvatore Massimo Fazio

Di lui sappiamo che è contro il bigottismo sociale "è mafia pura" e che decide di vivere la socialità solo per lavoro, o rare volte al bar da Enzo quando torna a Catania. Nel 2016 col saggio "Regressione suicida", non inganni il titolo, è un invito a ripercorrere tutte le tappe della vita sino a risorgere nella veste indipendente, senza pendere dal pensiero (e da) alcuno, desta polemiche. Si ritira anche dalle direzioni artistiche "[...] non dimenticatevi che sono anche un operatore sociale e un tutto fare". Ha dichiarato difficoltà e malessere nell'aderire alle filosofie dei due outsider che ha approfondito per circa 16 anni, Emil Cioran e Manlio Sgalambro, dei quali estese la propria tesi di laurea: "C'è un motivo per il quale non posso dichiararmi filosofo, né studioso di filosofia, nonostante la stampa continua a farlo e io continui a smentirlo".

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