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L’equilibrio degli opposti

Un attico romano diviene casa-galleria di un fotografo.

La filosofia orientale ci insegna che qualunque cosa ha un suo opposto non assoluto, ma in termini comparativi.

Gli opposti sono interdipendenti e complementari: costantemente mantenuti in equilibrio.

Ci troviamo a Roma, il committente, un fotografo, voleva una casa che fosse manifesto del suo essere.

Il progetto si sviluppa in una  casa-galleria dove “vedere” è il baricentro dell’ equilibrio degli opposti: pieno e vuoto, acqua e fuoco, bianco e nero, luce e ombra, dentro e oltre.

Il volume centrale massiccio, svuotato al suo interno, diviene contenitore di servizi, come il bagno degli ospiti (acqua) e la cucina (fuoco). Questa operazione di sottrazione, che ci permette di vedere dentro ed oltre lo spazio, aumenta mano a mano che ci si avvicina all’esterno divenendo dapprima tavolo ed infine focolare, mantenendo a terra la sua traccia, per riempirsi nuovamente all’esterno ri-divenendo pieno.

In opposizione ad esso un setto snello diviene muro espositivo della casa, dividendo il disimpegno che porta alla zona privata dell’appartamento in una doppia galleria ed attraversando il bagno fino all’esterno.

La privacy in questa casa è solo un concetto, poiché tutti gli ambienti sono collegati tra loro quasi senza ausilio di porte. Anche il bagno principale, ad esempio, diventa visibile (vedere oltre ed attaverso) sebbene suddiviso in tre zone a privacy differenziata.

L’utilizzo di materiali chiari naturali quali la pietra ed il legno amplificano la luce ponendosi in opposizione al setto snello completamente nero.

Inoltre, modificando il piano di calpestio in diverse quote si è permesso di avere anche sul piano orizzontale un gioco di pieni e vuoti, un sali e scendi che genera movimento, in questo caso in opposizione al soffitto che è tutto alla stessa quota.

Ne è venuto fuori un progetto lineare e pulito, senza eccessi stilistici. Una casa in cui ogni angolo cela una visuale specifica. Una casa in cui vedere, quindi, è essenziale. Vedere come quello che fa un fotografo.

Images credits: Solaria Sclafani – www.solariasclafani.it

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Solaria Sclafani

Si laurea in architettura nel 2004. Lo stesso anno inizia a collaborare nello studio del padre, dove si confronta con progetti di restauro e rifunzionalizzazione. Con lui progetta alcuni tra i più importanti hotels e spa della sicilia orientale. Nel 2010 consegue un master in interior design presso lo ied. Durante quel periodo progetta case nella campagna toscana ed alcuni attici a Roma. Inizia così un percorso progettuale che la porterà ad una spazialità pura ed essenziale con una forte interazione visiva con il paesaggio circostante; razionale e riconoscibile fonda le sue radici nella preesistenza senza formalismi e mimetismi. Un linguaggio pulito ed ordinato caratterizzato dal rigore formale e cromatico, dall'assenza di elementi puramente decorativi, e dall'utilizzo di materiali naturali.

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