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L’Epurazione forzata (e di facciata) della processione di Sant’Agata

La Sacra Processione di Sant’Agata da anni è sotto l’occhio del ciclone con l’ombra delle infiltrazioni mafiose. Le inchieste giudiziarie hanno accesso i riflettori sui personaggi che si accompagnavano alla Santa. Da allora però è come se si fosse diffusa una consuetudine da caccia alle streghe.

Personaggi con una fedina penale disdicevole sono stati puntualmente fotografati al di sotto della vara o del fercolo. A sottolinearne la presenza non solo gli inquirenti: la partecipazione dei “deliquenti” è stata discussa al di fuori delle aule dei Tribunali.

Quindi si è trasformata in una sorta di caccia alle streghe che talvota è servita per estromettere qualche personaggio che è risultato scomodo, scomodo soprattutto alla chiesa che a costo zero gestisce le celebrazioni agatine. Se nasce l’obbligo di una presentabilità della festa, nasce allora anche l’esigenza di porre delle regole. Così vengono creati i regolamenti e imposta una “moralità” obbligata per capovara, responsabili e collaboratori del fercolo. Ma come si misura la condotta irreprensibile del “Maestro del Fercolo” e dei suoi collaboratori?

Le Candelore buttate fuori dalla chiesa?

Quando c’è stato da parlare di marcio della festa si è sempre guardato al mondo delle candelore: scommesse, malaffare, delinquenza, prove di forza, guadagni illeciti. Una sorta di caprospiatorio mentre alle maniglie del fercolo di Sant’Agata, sotto sguardi compiacenti, si affacciavano i più noti boss della mala.

E da quest’anno le norme sulla sicurezza durante i pubblici eventi del decreto Gabrielli – direttiva sulle manifestazioni pubbliche – introducono una novità. Le candelore, per la prima volta nella storia della festa, non hanno sostato in cattedrale la notte tra il 3 e 4 febbraio.

Una casualità che giustappunto serve a delineare un confine ancora più netto tra la processione di Sant’Agata e le candelore. Così, pubblicamente, i responsabili dicono di accettare questa novità ma in verità sono tutti consapevoli che è l’inizio della fine.

Catanesi siete contenti di come hanno “insalsicciato” le storiche candelore in piazza Duca di Genova?

La notte tra il 3 e 4 febbraio le candelore hanno sostato in piazza Duca di Genova. Il comune per proteggerle dai lapilli dei fuochi d’artificio e da eventuale pioggia le ha coperte così

Candelore fuori dalla cattedrale la notte del 4, esposte a rischi

Associazioni agatine e autocertificazione su fedina penale. Chi controllerà?

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Fabiola Foti

36 anni, mamma di Adriano e Alessandro. Giornalista da 18 anni, può testimoniare il passaggio dell'informazione dal cartaceo al web e, in televisione, dall'analogico al digitale. Esperta in montaggio audio-video e in social, amante delle nuove tecnologie è convinta che il web, più che la fine dell'informazione come affermano i "giornalisti matusa", rappresenti una nuova frontiera da superare. Laureata in scienze giuridiche a Catania ha presentato una tesi in Diritto Ecclesiastico. Ha lavorato per: TRA, Rei Tv, Video Mediterraneo, TeleJonica, TirrenoSat, Giornale di Sicilia. Regista e conduttrice del format tv di approfondimento Viaggio Nella Realtà. Direttore di SudPress per due anni. Già responsabile Ufficio Stampa per Società degli Interporti Siciliani e Iterporti Italiani. Già responsabile Comunicazione e Social per due partiti. Attualmente addetto stampa del NurSind Catania, sindacato delle professioni infermieristiche. Fondatore della testata online L'Urlo.

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