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Legge sul reato di tortura, Indelicato (Sap): “Si al reato, ma non alla tortura psicologica”

Stanno manifestando i poliziotti in tutte le città, non perchè siano contrari a regolamentare il reato di tortura, ma perchè questo non diventi un’arma a doppio taglio. Davanti la Prefettura, i rappresentanti del Sap, Sindacato Autonomo Polizia, dividono volantini per spiegare alle persone ciò che si vuole introdurre con il reato di tortura, non solo fisico ma anche psicologico.

image“Noi non siamo contrari al reato di tortura –  spiega Saro Indelicato, segretario regionale Sap –  ma crediamo sia impensabile introdurre il reato di tortura psicologica. Se alziamo la voce per fermare un rapinatore o durante l’interrogatorio – spiega –  e questo non dorme per 4 notti, potrà dire di aver subito una “tortura”. Come poter contestare una cosa del genere?”.

La domanda quindi che ci si pone è come quantificare queste sofferenze psicologiche, quando sono reali e quando no. “Al contrario delle sofferenze fisiche, facilmente individuabili, quelle mentali sono difficili da dimostrare, sia in un senso sia in un altro. Il reato di tortura è un insieme di articoli: sequestro di persona, percosse, ed altri che già bastano per farci fare un bel po’ di anni in galera “.

Senza contare che il reato di tortura psicologica potrebbe essere esteso a tutti i pubblici ufficiali, professori compresi.

 

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