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Lega Pro, lo specchio della rinascita: l’Italia agli italiani

Catania – Qualcosa è cambiato negli ultimi due anni, quando si tocca il fondo d’altronde si può solo risalire. La Lega Pro nelle ultime stagioni ha abbracciato numerosissime società capaci di scrivere pagine di storia del calcio italiano negli ultimi decenni, in alcuni casi anche a livello europeo. Dal Parma al Siena, dalla Reggina al Catania e tante altre: tutti club caduti in disgrazia, vuoi per motivi tecnici piuttosto che economici o giudiziari.

Oggi le serie inferiori sono ricche di storia, voglia di rinascita ed appeal: sia dal punto di vista mediatico che economico. Un giro di affari che ha riportato diritti tv e sponsor vicini all’ex Serie C, mai come negli ultimi anni capace di catturare grandi riflettori. Un esempio sono proprio gli Etnei con il loro Massimino, conosciuto anche come lo storico Cibali. Per i siciliani sino ad oggi è stata una stagione piena di difficoltà, fra problemi economici e tecnici, per una squadra non capace di mantenere le aspettative degli ultimi anni.

Non solo il rinomato Girone C, capace di racchiudere alcuni dei club più importanti del mezzogiorno. Dal Cosenza al Lecce, per passare al Taranto o al Benevento. Non solo società da bacini di utenza enormi, ma con stadi che farebbero invidia a tanti impianti della Serie A o di altri maggiori campionati europei. Per quanto riguarda la capienza, ovviamente: se ci si sposta sul numero di spettatori medi il discorso cambia, drasticamente. Qui l’Italia è ultima, dietro tutti i maggiori tornei del Vecchio Continente. Una situazione che ben si riflette nella Lega Pro, dove assistiamo inermi all’inagibilità costante e diffusa di grandissimi stadi ma semi-vuoti causa l’assenza di permessi per la sicurezza.

Proprio da qui potrebbe e dovrebbe partire la rinascita del calcio italiano, riempiendo gli stadi, offrendo un colpo d’occhio ben diverso da chi sceglie la pay tv: il secondo pazzo, quello dell’investimento sui vivai, sembra sia già stato intrapreso. È curioso notare come arrivi proprio dalla Lega Pro la squadra che oggi in Italia schiera più italiani di tutti, il Sassuolo. Progetto virtuoso capace di stupire in Italia arrivando sino in Europa. La rinascita delle serie inferiori loro malgrado, visto che è popolata da numerose squadre decadute per debiti o cause giudiziarie, ha fatto sì che per tornare in auge si investisse piuttosto che sull’acquisto di giocatori, sulla ricca presenza di giovani che soprattutto nel Sud nutrono per il calcio una passione sfrenata. Più giovani, più italiani, più benefici per le grandi squadre italiane del futuro e per l’intero movimento del football nel nostro Paese.

Anche le medie statistiche a livello europeo stanno riportando l’Italia a livello dei maggiori campionati, sia per media gol a partita che per quanto concerne il possesso palla. La prestazione dell’Italia agli Europei e si spera le italiane in questa stagione continentale potrebbero dar nuovo vigore ad un calcio italiano già tornato protagonista in sede di mercato, dove è risultato essere uno dei campionati più “spendaccioni” d’Europa, con alcuni colpi entrati nella top eleven dei più costosi dell’ultima estate di calciomercato.

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Redazione

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