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Le vie dei tesori, il fallimento di un progetto inutile per Catania

Atteso che siamo costretti ad affidarci al bilancio ricevuto dall’ufficio stampa de “Le vie dei Tesori” senza possibilità di verifica, con circa 8.600 presenze in due fine settimane a Catania, il progetto segna il suo fallimento.

Numeri a confronto

“Le vie dei Tesori” a Palermo, capitale della Cultura, in 4 settimane ha registrato 220.000 visitatori. A Catania, invece, per la metà del tempo, solamente 8.600. È chiaro che qualcosa non va e di certo non dipende dal flusso turistico che in questo particolare periodo dell’anno insolitamente incrementa le visite.

Palazzo Asmundo di Gisira  sono stati 528 i visitatori.

Gioco forza, la mostra personale di Max Ferrigno perché sfidiamo il più temerario dei turisti a visitare una residenza nobiliare trasformata in albergo  senza un’attrattiva culturale.

 

La chiesa di San Nicolò L’Arena ha i suoi visitatori fisiologici. Dai 364 della settimana precedente, si ha un leggero incremento: 406 ingressi nel week end appena concluso. Per l’occasione però dall’ingresso gratuito si passa al coupon da 2 euro, e non si sa ancora bene nelle casse di chi vadano a finire.

Sono stati 367 i visitatori alla Cappella Bonajuto. A richiamare l’attenzione, l’Angelo di Gomez.

Al Convitto Cutelli solamente 362 presenze.

Con 268 visitatori ai fossati del Castello Ursino quasi rimpiangiamo l’ex assessore Orazio Licandro.

Eppure il castello fortezza di Federico II per “Le vie dei Tesori” avrebbe potuto rappresentare la punta di diamante del percorso.

 

Meno fortunati siamo stati con i dati relativi ai gruppi che hanno visitato i percorsi segreti delle monache per raggiungere sia la cupola della Badia di Sant’Agata che quella della chiesa di San Giuliano in via Crociferi Patrimonio Unesco.

Per la Badia, nemmeno la Santuzza si sarà voluta scomodare per il miracolo.

Su via Crociferi, invece, conosciamo bene le condizioni in cui da anni versa. È lì che si consuma il principale oltraggio in termini di tutela e salvaguardia del fiore all’occhiello del barocco catanese. Scempio che certamente non si annulla salendo in cima alle cupole.

Analisi del fallimento

Qualcuno a Catania si è messo in testa di sfidare le regole basilari del marketing culturale e turistico con l’approssimazione, ed è evidente agli addetti ai lavori. Pur comprendendo il particolare momento di ristrettezza economica del Comune di Catania a un passo dal default, e sorvolando sulla totale assenza di idee, non è in questo modo che si esalta la bellezza della nostra amata città.

Totale assenza di pulizia dei percorsi

Sebbene la Dusty sia sponsor chiacchierato dell’iniziativa, lo stato di lordura in cui versa la città e in particolare in prossimità dei tesori che offriamo ai turisti è disdicevole. E ci chiediamo se l’amministratore unico della Dusty si renda conto del gravissimo danno all’immagine che provoca con i suoi disservizi anche in termini turistici e culturali, oltre che economici e igienico-sanitari. Intanto, pochi giorni fa, su Tripadvisor la prova del nove: sono proprio i turisti a segnalare lo scenario increscioso che fa da cornice al nostro patrimonio monumentale.

Scarsa attenzione nella promozione pubblicitaria

Visitando il sito de “Le vie dei Tesori” ci imbattiamo nel pdf del depliant. La prima domanda che ci poniamo è: chi avrà mai scelto le foto a corredo dei monumenti selezionati?
L’immagine è tutto (*). E anche in questo “Le vie dei Tesori” hanno fallito. Bastava davvero poco per esaltare la suggestione della bellezza del nostro patrimonio artistico e culturale: un bando di gara rivolto ai fotografi della nostra città. Catania ha tanti professionisti che con 2000 euro (+ IVA) per 25 foto turistiche avrebbero reso giustizia alla magnificenza del capoluogo etneo.

Senza nulla togliere a Igor Petyx, fotografo ufficiale de “Le vie dei Tesori”. Le foto scelte (dall’ufficio stampa?) e allegate anche al comunicato con i dati relativi al bilancio delle visite siamo certi facciano parte di un repertorio ben più vasto. Eppure, quelle diffuse, sembrano selezionate a caso e nemmeno per sbaglio sono state indovinate.

Totale assenza di eventi collaterali

I monumenti da soli non bastano. E nemmeno le visite guidate sono sufficienti. Gli eventi collaterali e i servizi complementari e accessori potenziano l’attrattiva incentivando la partecipazione dei visitatori.

Perché i monumenti da soli non bastano?

Semplice. I monumenti, esattamente come tutti i beni artistici e culturali, vanno salvaguardati, tutelati e valorizzati iniziando dagli interventi di manutenzione ordinaria e, ove occorra, di manutenzione straordinaria.

Catania è già una via dei tesori a cielo aperto, ma va esaltata debitamente partendo dall’ABC delle normative disposte dal codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, nonché – come detto – dalle regole basilari di marketing turistico. Non è difficile. È sufficiente un impegno minimo nella ricerca di persone competenti alle quali affidare la cassaforte che potrebbe salvare la città dal baratro.

Nonostante questo, a conti fatti “Le vie dei Tesori”, calcolando la soglia minima dei coupon da 10 euro per 10 visite, incassa 8.600 euro a Catania, 220.000 euro a Palermo e 7.000 euro in Lombardia. Una Onlus che in totale, in un mese, incassa circa 235.600 euro. Non male per una Onlus!

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(*) L’immagine di copertina non rientra nel repertorio offerto da Le vie dei Tesori. La redazione de L’Urlo ci tiene alla salvaguardia dell’immagine della nostra città.

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

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