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Le strade delle donne, tra memoria e parità di genere

Ventotto voti segnano il cambiamento, un piccolo passo verso politiche di genere equilibrate e non discriminanti. Per Catania questo piccolo passo è rappresentato dai 28 voti con i quali il sei marzo il consiglio comunale presieduto da Francesca Raciti ha approvato all’unanimità la modifica del regolamento per la toponomastica cittadina a favore della parità di genere.

Lo scorso 25 novembre, in occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, su proposta dei consiglieri Sebastiano Arcidiacono (Sicilia Democratica) e Maria Ausilia Mastrandrea (Patto per Catania) venne approvato – anch’esso all’unanimità – un ordine del giorno che impegnava il consiglio comunale catanese a “promuovere iniziative culturali atte a valorizzare le figure femminili protagoniste della storia, della scienza, dell’arte e della cultura in genere nel nostro Paese e in particolare nella città di Catania” e a “rivedere la toponomastica cittadina affinché ogni nuova denominazione tenga conto della parità di genere”. In quell’occasione i consiglieri depositarono, infatti, la proposta di delibera per una modifica del regolamento comunale per la toponomastica cittadina con cui garantire la parità di genere nelle denominazioni di strade e piazze.

Un punto di arrivo importante contro la discriminazione di genere e l’invisibilità femminile nella storia. Non ha dubbi in merito la professoressa Pina Arena, anima del gruppo di Toponomastica femminile catenese. “È un atto dovuto, non solo a noi donne. La toponomastica conserva storie e memoria ed ha grande forza simbolica. Da anni lavoriamo, a scuola, per questo momento di arrivo. Abbiamo suggerito la proposta di modifica e ne siamo felici. Sappiamo che non siamo arrivate a destinazione ma che da qui si riparte”. Proprio al lavoro di Toponomastica femminile si deve la mappatura – realizzata in molte città – della situazione dell’intitolazione di piazze e strade al genere femminile. Nel capoluogo etneo a fronte di 701 strade e piazze intitolate a uomini, solo 75 ricordano una donna. Figure mitologiche, religiose e solo in piccola parte (10 casi) appartenenti al mondo della letteratura, della scienza, dell’arte, della politica.

Un progetto nazionale, quello di Toponomastica femminile, guidato dalla professoressa Maria Pia Ercolini che propone di “dedicare in tutte le città italiane spazi pubblici alle figure delle 21 donne dell’Assemblea Costituente, ad esempio. Sono state loro a introdurre i principi di parità nella nostra Costituzione, eppure a volte non hanno intitolazione stradale neppure nel luogo d’origine. Vorremmo darci un anno di tempo per verificare i risultati ottenuti. Chiediamo quindi a tutte le associazioni, oltre che a donne e uomini che ritenono importante modificare l’immaginario corrente legato alle figure femminili, di unirsi a noi per portare avanti questa richiesta. Non vogliamo primati, trofei, riconoscimenti, ma una rete da condividere e obiettivi comuni da raggiungere per dare visibilità all’operato delle donne”.

“Sono veramente contenta di questa decisione che contribuisce a sottrarre dall’invisibilità le donne che hanno contribuito a scrivere la Storia e che son state ingiustamente ricoperte da oblio” ha commentato Ester Rizzo, autrice del libro “Camicette Bianche. Oltre l’otto marzo” dedicato alle 126 operaie morte il 25 marzo 1911 nel rogo della Triangle Shirtwaist Company di New York. “Inoltre, le intitolazioni al femminile – continua – rendono giustizia a tutte quelle che hanno dato un contributo notevole alla letteratura, alle arti e alle scienze e che sono state estromesse dalla cosiddetta cultura ufficiale e dai testi scolastici. Abbiamo il dovere di creare dei modelli femminili alternativi a quelli beceri propinatici quotidianamente da media e pubblicità, per tramandarli alle nuove generazioni e anche un’intitolazione contribuisce a questo processo di rivoluzione culturale”.

Proprio per ricordare le donne della Triangle Shirtwaist Company di New York, le cosiddette camicette bianche, il consiglio comunale catanese ha deciso, approvando all’unanimità l’ordine del giorno della consigliera Ersilia Saverino, di dedicare l’intitolazione di luoghi di interesse pubblico o di cultura recuperando così il vero spirito della giornata internazionale delle donne e andare oltre la mera celebrazione formale limitata al solo otto marzo. Delle 126 donne che persero la vita in quel tragico rogo, 38 erano italiane e di queste 24 avevano origini siciliane. Spesso il fuoco ne ha cancellato non solo i corpi ma anche il ricordo, troppo presto rimosso dalla memoria collettiva e sociale.

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Redazione

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