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Le perle di Cosentino

Pablo Cosentino, figura molto chiacchierata a Catania, sin da quando nell’estate del 2013 entra a far parte dell’organigramma societario rossazzurro con il ruolo di vice presidente. Cosentino assume sin da subito pieni poteri, gestisce in prima persona il calciomercato con l’appoggio di uomini di sua fiducia in giro per il mondo (Diego Caniggia). Il suo arrivo coincide con l’addio dell’amministratore delegato dei record (ottavo posto conquistato in serie A) Sergio Gasparin, uomo di grande competenza sul piano meramente calcistico ma anche amministrativo ed in grado di rapportarsi a 360 gradi con la difficile piazza etnea. La scelta di Pulvirenti di rinunciare all’amministratore rossazzurro più vincente di sempre chiaramente accese il dibattito in seno alla tifoseria, il presidente secondo i ben informati non perdonò a Gasparin la scelta di non adeguare, seppur di poco, il contratto a Giovanni Marchese che da li a qualche mese firmò per il Genoa. A giudicare dalle stilettate di Gasparin nei confronti della società, ogni qualvolta interviene sulle vicende rossazzurre, la separazione sembra avere radici più profonde. Fu sotto la gestione Gasparin che Christian Argurio scopri’ e portò a Catania dal Dukla Branska Bystrica Norbert Gyomber, calciatore rivelazione e futura certa plusvalenza del Catania. Dall’insediamento della “Risorsa” argentina, cosi fu definito dal presidente Pulvirenti, si assiste a un crollo verticale e inarrestabile del Catania, che cominciò, con il passare del tempo, a mettere da parte i colori rossazzurri e ad assumere quelli biancazzurri dell’Argentina, sotto la supervisione di Cosentino infatti Torre del Grifo diventerà un via vai di calciatori sud americani che non verranno di certo ricordati per le loro gesta calcistiche. Al termine di uno dei campionati di serie A più mediocri di sempre, dopo 8 anni di serie A il Catania retrocede mestamente fra i cadetti. Il pubblico di Catania si sa, non guarda in faccia la categoria, sostiene i propri colori a prescindere da tutto e accorda ad inizio anno fiducia alla società di Pulvirenti che decide  di affidare al dirigente argentino ancora maggiori poteri. Delega piena sul mercato e pieni poteri gestionali portano Cosentino a scegliere di puntare per la panchina etnea sull’inesperto Pellegrino, confermare il blocco argentino “perdente” e dichiarare a più riprese che il Catania avrebbe fatto un sol boccone della serie B. Il risultato? Repulisti degli argentini a Gennaio , avvicendamento di 4 tecnici nel solo girone d’andata e penultimo posto in classifica con alle spalle il baratro chiamato Lega Pro. Come dimenticare le dichiarazioni dell’argentino a mezzo stampa puntualmente smentite dai fatti? E’ impossibile riuscirci, ritornano sempre nella mente degli appassionati rossazzurri che continuano a chiedersi come mai l’uomo Cosentino non abbia ancora presentato le sue dimissioni. Ecco alcune delle sue perle:

“Non abbiamo bisogno del sostituto di Rosina, Chrapek può ricoprire quel ruolo”

“Ventrone è un lusso per Catania”

“Finchè ci sarò io Ventrone resterà a Catania”

“Non abbiamo bisogno di un direttore sportivo, abbiamo Caniggia”

““da quando abbiamo cambiato allenatore (Marcolin per Sannino n.d.c.) non c’è stato più nessun infortunio fisico, eppure Ventrone è ancora qui, fanno lo stesso tipo di lavoro”

“Siamo una squadra più competitiva e più giovane dell’anno scorso. Forse siamo semplicemente bravi visto che siamo riusciti a portare tutti questi giocatori importanti”

“Il prossimo anno vinceremo il campionato ed entro 3 o 4 anni giocheremo in Europa League”.

Speriamo che di risorsa nei resti soltanto una, quella vera.. e cioè l’amore dei tifosi rossazzurri per la propria squadra del cuore.

 

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