fbpx
CronacheEconomiaNews

Le generazioni future catanesi pagheranno debiti comunali per i prossimi 30 anni

Il 30 dicembre scorso il comune di Catania fa sapere che ha approvato il Bilancio di previsione 2015 (vedi link articolo) al momento della votazione escono dall’aula i consiglieri di opposizione Manlio Messina e Ludovico Balsamo.

La loro è una protesta indirizzata alla tempistica di approvazione di questo bilancio di previsione, lo strumento infatti stima preventivamente le spese che saranno effettuate dall’ente nell’arco dell’anno, in questo caso del 2015. «Il bilancio preventivo qui diventa consutivo – dichiara Manlio Messina – e per il consiglio non vi è alcun margine di movimento per potersi opporre ad un capitolo di spesa».

Effettivamente quello che è stato approvato risulta essere il bilancio di previsione pluriennale per il 2015-2017 contenente riferimenti specifici al 2015 e delle voci analitiche molto indicative sugli anni successivi.

Questo il primo dato di fatto.

Il secondo dato che fa emergere il consigliere Messina – intervistato dall’Urlo – riguarda anche un altro aspetto che era stato ampiamente sbandierato dall’amministrazione all’indomani dell’approvazione del bilancio ovvero la possibilità di spalmare nel tempo il debito del comune di Catania, anzichè in 10 in 30 anni.

In pratica i conti quadrano perchè gli enti hanno ottenuto la possibilità, grazie ad un decreto legge votato alla camera 10 giorni fa, di una dilazione: nel caso specifico di Catania, la rata annuale di un mutuo acceso per pagare i debiti delle casse comunali, che si aggirerebbe intorno ai 35 milioni di euro, diminuisce.
«Ma fra 30 anni le generazioni future si troveranno ancora a pagare» rileva Messina. C’è di più, per quanto sia stato rivisto il tasso di interessi invetabilmente i cittadini catanesi andranno a pagare ulteriori interessi sulla dilazione.

E come verranno spesi i soldi che nell’arco dell’anno non serviranno a pagare i debiti comunali? Questo si dovrà vedere. E risulta essere la preoccupazione maggiore di Messina «se, ad esempio, anzichè 5 milioni ne saranno spesi 3 i restanti 2 come verranno investiti? Saranno fatte spese inutili?».

Il comune di Catania spende 100 mila euro per tenere aperti presso le municipalità gli sportelli anti usura, che dovrebbero aprire a breve “anche se noi stiamo facendo di tutto per bloccarli”, negli altri comuni esistono gli sportelli ma senza sforzo alcuno di tipo economico, ricorda ancora il consigliere, spese insomma superflue come quelle dell’amt che, in difficoltà a pagare gli stipendi dei suoi dipendenti, si ritrova a pagare 200 mila euro ogni tre mesi per assumere dei vigilantes di una azienda privata che affianchino i controllori che girano sugli autobus.

 

Mostra di più

Fabiola Foti

38 anni, mamma di Adriano e Alessandro. Giornalista da 20 anni, può testimoniare il passaggio dell'informazione dal cartaceo al web e, in televisione, dall'analogico al digitale. Esperta in montaggio audio-video e in social, amante delle nuove tecnologie è convinta che il web, più che la fine dell'informazione come affermano i "giornalisti matusa", rappresenti una nuova frontiera da superare. Laureata in scienze giuridiche a Catania ha presentato una tesi in Diritto Ecclesiastico. Ha lavorato per: TRA, Rei Tv, Video Mediterraneo, TeleJonica, TirrenoSat, Giornale di Sicilia. Regista e conduttrice del format tv di approfondimento Viaggio Nella Realtà. Direttore di SudPress per due anni. Già responsabile Ufficio Stampa per Società degli Interporti Siciliani e Iterporti Italiani. Già responsabile Comunicazione e Social per due partiti. Attualmente assistente parlarmentare con mansioni di Ufficio Stampa presso il Parlamento Europeo. Fondatore della testata online L'Urlo.

Potrebbe interessarti anche

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button