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Le dimissioni di Dell’Utri e i malumori a Palazzo D’Orléans

Giornata di forte instabilità tra i corridoi del Palazzo del governo regionale. Tra legge di Stabilità, Finanziaria e segnali dagli alleati arrivano le dimissioni di Dell'Utri

Agitazione e irritabilità a Palazzo D’Orléans. Tra manovre, rimpasti, legge di Stabilità a Finanziaria arrivano le dimissioni di Dell’Utri a causa (forse) del protocollo d’intesa tra la Sicilia e la Liguria su Agenda Digitale

Sono arrivate ieri le dimissioni di Massimo Dell’Utri, amministratore unico di Sicilia Digitale, la ex Sicilia e Servizi, società partecipata dalla Regione che si occupa di realizzazione e gestione di servizi e sistemi informatici e telematici.

Un’amministrazione veloce, circa quattro mesi, al vertice di una società da anni nell’occhio del ciclone anche per il suo forte indebitamento. Indebitamento che fu denunciato pubblicamente in commissione Bilancio dal precedente amministratore Paolo Corona.

Non sono ancora note le cause che hanno portato alle sue dimissioni ma si ipotizza che ad indurre alle dimissioni di Dell’Utri sarebbe stato il mancato impegno da parte del governo regionale nel rilancio della società partecipata che si occupa del settore informatico.

Tra i corridoi del Palazzo D’Orléans si vocifera che le dimissioni sarebbero state ufficializzate già martedì sera. La causa finale, sembra essere stata la nota inviata nel pomeriggio di ieri da Palazzo D’Orléans in cui si annuncia la sigla del protocollo d’intesa tra la Sicilia e la Liguria su Agenda Digitale.

L’accordo prevede la realizzazione di progetti comuni con l’obiettivo di rafforzare l’innovazione digitale nei due territori. Una dinamica differente dal protocollo d’intesa siglato invece sul 118 tra Sicilia e Lombardia, quando furono coinvolte le due società partecipate, ovvero Seus e Areu.

Ma questo è stato solo l’evento finale della giornata di ieri, infatti al governo regionale si sono susseguiti vari momenti di nervosismo.

I nervi tesi nella coalizione di governo

In primis il rimprovero della Lega, siglato dal coordinatore palermitano Igor Gelarda e non dal deputato Tony Rizzotto, sui tagli ai fondi dei disabili. Il chiacchiericcio tra i corridoi si fa sempre più forte e concreto sull’imminente costituzione di un gruppo leghista all’Ars.

L’ufficializzazione della nuova giunta a Partinico, che ha scatenato l’irritabilità di Saverio Romano e di Vincenzo Figuccia. Romano parla di “decisioni politiche che risultano incomprensibili e che erodono la maggioranza”. Figuccia ricorda che a Partinico avevano provato a creare “un modello di governo sulle basi di una coalizione di centrodestra”.

Poi arriva la notizia che Giulio Tantillo rinuncia alla candidatura alle Europee. “Il gruppo a cui ho sempre fatto riferimento,- precisa Tantillo – saprà trovare un candidato autorevole che possa rappresentare i nostri valori di libertà in Europa”».

Ma l’agitazione a Palazzo D’Orléans arriva da più fronti. Innanzitutto l’annunciato rimpasto, che potrebbe limitarsi al solo cambio tra Mariella Ippolito e Antonio Scavone alla Famiglia. Successivamente ci sono anche le preoccupazioni sulla Finanziaria, dove l’unica via percorribile sembra essere la presentazione di una legge di Stabilità snella.

Così ci si ricollega alla riunione tecnica, avvenuta ieri pomeriggio, per fare il punto sulla manovra economica alla presenza del governatore, del ragioniere generale, Giovanni Bologna, e del presidente della Commissione Bilancio all’Ars, Riccardo Savona. Se la relazione passerà alla Ragioneria generale della Regione, l’Assemblea verrebbe chiamata a votare un bilancio che sarebbe assolutamente tecnico.

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